Più qualità e innovazione all’Annunziata e al Mariano Santo, ma il Santa Barbara “scompare dai radar” *

di Gaspare STUMPO*

INDICAZIONI positive (e in controtendenza) rispetto ad altre realtà regionali. Al commissariamento dell’Asp di Reggio Calabria deliberato dal Consiglio dei Ministri il 7 marzo scorso e alle dichiarazioni della titolare del dicastero alla Salute, Giulia Grillo, circa le condizioni del Comparto Sanità definite per certi aspetti “allarmanti” – si contrappone (almeno così è trapelato) quella più confortante dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, più precisamente dei plessi Annunziata e Mariano Santo. Restyling strutturale, nuova dotazione strumentale, ammodernamento di reparti ma anche bilancio in pareggio e possibilità di investimenti. Una notizia importante in rapporto alle criticità legate al vecchio contesto residenziale e alla gestione di spazi ed attese all’interno del Pronto Soccorso. Una situazione di difficoltà favorita, purtroppo, dalla dismissione di buona parte dei piccoli ospedali per effetto del Piano di Rientro, con conseguenti fenomeni di sovraffollamento per l’Hub cosentino e complicazioni logistiche per le popolazioni residenti nelle Comunità periferiche, considerate l’estensione geografica della provincia e le difficoltà dei collegamenti. L’auspicio è rappresentato dal miglioramento della qualità dei servizi ma, soprattutto, dal perfezionamento del rapporto tra ospedali e medicina territoriale come descritto nella vision aziendale, quindi, da una maggiore interazione tra presidi facenti capo allo stesso ente.

Spesso, infatti, i riferimenti dell’Azienda sono rimasti legati al perimetro dell’Area urbana e troppo poco alla zona del Savuto. Eppure, per come stabilito nell’Atto aziendale, lo strumento che disciplina l’organizzazione ed il funzionamento della struttura, l’Ao bruzia resta costituita da tre sedi operative: Annunziata, Mariano Santo e Santa Barbara. Per quest’ultimo, ricordiamo, era stata chiesta una programmazione mirata ad un riordino dei reparti in sinergia aziendale che potesse tornare utile anche alle esigenze della Vallata, magari con funzioni specialistiche e con il supporto di un Punto di Primo Intervento. Una proposta progettuale capace, cioè, di favorire un’azione sinergica tra professionisti e mezzi in modo da ottimizzare qualità e quantità dell’assistenza pure in termini di piccole e grandi emergenze. Tuttavia, nonostante la posizione, la ristrutturazione degli ambienti e l’implementazione di macchinari anche di ultima generazione, l’ospedale di Rogliano è stato lentamente riconvertito fino ad acquisire funzioni diverse rispetto al passato. Fino a “scomparire dai radar”. Almeno da quelli della comunicazione.

*Direttore responsabile www.savutoweb.it gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Data: 16 aprile 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

Il servizio completo sulla questione presidio ospedaliero ‘Santa Barbara’ e’ stato pubblicato sul

n. 10 del 28 marzo 2019 del settimanale ‘Parola di Vita’

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