La testimonianza di uomo di fede. Desiderium Dei, la famiglia di don Antonio Bartucci racconta in un libro il cammino del sacerdote cosentino *

Quando andavo al Seminario di Catanzaro chiamavo anche lui,

ed il mio cuore gioiva nell’incontrami con un paesano in quel luogo sacro.

Giovane silenzioso ma molto laborioso …” (don Rosario Salvino, 1922-1978) 

 

Rogliano, le riflessioni di don Antonio Bartucci in un libro curato dalla famiglia

S’INTITOLA “Desiderium Dei” (Editoriale Progetto 2000) ed è stato curato da Franca e Aurora Bartucci. Si tratta di un volume che racchiude pensieri e riflessioni inediti di don Antonio Bartucci. Il libro è stato presentato nel corso di una iniziava (nella foto) a cui hanno partecipato (e sono intervenuti) il sindaco di Rogliano, Giovanni Altomare, il componente del Consiglio di amministrazione della Piccola Casa della Carità, Salvatore Spadafora, i professori Franca Bartucci, Eugenio Maria Gallo e Luca Parisoli, i sacerdoti don Serafino Bianco e don Luigi Bova, l’editore Demetrio Guzzardi. Presente, tra gli altri, l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, Francesco Nolè, che ha salutato la famiglia e quanti si sono ritrovati presso il museo cittadino per ricordare la figura del sacerdote venuto a mancare il 27 maggio 2016. Nolè ha indicato negli scritti di don Antonio la testimonianza dell’incontro “con se e con il Signore”. “Solo gli uomini grandi fanno questo: incontrarsi con se stessi e con il Signore. Non è facile. Spesso – ha spiegato il prelato – abbiamo paura del silenzio perché abbiamo paura di sentirci soli. Chi, invece, ha una coscienza pura non è mai solo. Il Signore ha detto: se uno mia ama, osserverà la mia parola e il Padre lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. L’arcivescovo ha parlato del testo, dunque, come una sorta di dono alla Comunità ed alla Chiesa. Un dono da conoscere per affermare che “ci sono persone che fanno la storia, che non si lasciano trascinare, che non sono succubi di qualcuno, ma uomini liberi che riescono ad esprimere le proprie idee con la vita e nelle occasioni in cui sono chiamati a testimoniare la Verità”. Don Bartucci amava la quiete e la meditazione, amava “il suo Dio e lo trovava dentro di se” in alcuni momenti della giornata, soprattutto al mattino. Rifletteva annotando pensieri e poesie. Rifletteva su argomenti di teologia, storia, filosofia e persino di medicina. “La sua – ha ricordato Franca Bartucci – era una riflessione composta e intelligente. “Era un uomo semplice e caritatevole. Amava l’arte e la musica. Si preoccupava di educare, valorizzare la tradizione, di ripudiare i compromessi. Diceva: “fare sempre il bene. Fare il bene in tutte le occasioni”. Dalle parole dei relatori è emersa la figura di uomo riservato ma attento alle cose di Dio e degli uomini, un sacerdote serio e preparato, un intellettuale che aveva scelto di studiare per conoscere e saper vivere. Nell’occasione la famiglia ha donato alla Parrocchia di S. Lucia il calice che don Antonio aveva ricevuto dai genitori il giorno della sua ordinazione. (Gaspare Stumpo)

Una strada (o una piazza) alla memoria di don Antonio Bartucci

IL COMUNE di Rogliano intitolerà’ una strada (o una piazza) alla memoria di don Antonio Bartucci. Lo ha annunciato il sindaco Giovanni Altomare nel corso della cerimonia di presentazione del libro “Desiderium Dei”. Il primo cittadino ha indicato nel sacerdote “una personalità culturale di indubbio spessore. Un parroco radicalmente legato alle chiese che ha amministrato e alle Comunità dei fedeli che dal canto loro lo hanno amorevolmente accompagnato lungo il percorso del suo sacerdozio”. Don Bartucci era nato a Rogliano il 31 gennaio 1946. Ordinato presbitero il 20 maggio 1970, ha svolto la sua missione pastorale al servizio delle parrocchie di Santo Stefano, Carpanzano, Marzi e Rogliano. Laureato in Storia e Filosofia, docente nelle scuole, ha ricoperto importanti incarichi nell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano rifondando la Piccola Casa dei Poveri “Donna Teresa Nicoletti”. Premio della Cultura 1989 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, relatore all’Accademia Cosentina, ha pubblicato diversi saggi filosofici e teologici. L’ultimo, ricordiamo: “L’Uno e i molti nel pensiero di Antonio Rosmini”. (Gaspare Stumpo)

Nel testo la ricerca del senso della vita tra ragione e fede

“Desiderium Dei! E’ tutta la vita che sono rimasto affascinato da questo fatto e dall’incapacità di narrare ciò che sta oltre il muro della vita. Le parola non mancano e rimangono solo aspirazioni, speranze. Il Cristianesimo, come le altre religioni sebbene a titolo diverso, aprono il velo e in qualche modo, con un linguaggio del tutto particolare, svelano l’arcano”. Scriveva così, don Antonio Bartucci, il 4 settembre 2015, riflettendo sulla condizione dell’uomo davanti al limite delle cose. Un “segreto impenetrabile” parafrasando Pascal, il filosofo che citava spesso nelle lezioni (o nelle omelie), che diventava impossibilità di percezione, espressione o rappresentazione se vissuto lontano della fede “unica chiave che apre la porta, che permette all’uomo di conoscere se stesso, il mondo, Dio”. Ragione e fede. Nel libro “le meditazioni, espresse a seguito di interrogativi e riflessioni sul senso vero ed ultimo della vita sulla condizione umana influenzata da sentimenti contrastanti, espressione del bene e del male, intessute sempre sulla base delle Sacre Scritture, sono seguite – spiegano Franca ed Aurora Bartucci – da note in cui ritroviamo tracce degli affetti familiari, affetti del vicinato e del paese, narrati con uno stile semplice, essenziale, ma profondi nell’essenza così come semplice, positiva e ricca di valori è stata la sua vita vissuta con gli occhi puri della fede”. Il volume si arricchisce di alcuni saggi (Estetica e Teologia in Hans Urs Von Balthasar, Autorivelazione di Dio per mezzo di Gesù Cristo, L’accettazione dell’uomo nell’atto della fede, l’uomo di oggi alla ricerca della salvezza integrale), di quattro racconti brevi e di una raccolta di poesie. (Gaspare Stumpo)

*Direttore responsabile gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

Data: 16 luglio 2019.

Fonte: ‘Parola di Vita’.

 

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