Santa Barbara, Piane Crati si prepara alle celebrazioni. Tutto pronto per la “Sagra du Tarallu”

                                di Francesco SARRI *             

PIANE Crati è entrata in un clima di giubilo e di festa, e no, non si tratta tanto del Natale o dell’Immacolata; ma dell’arrivo della festa patronale, dedicata a Santa Barbara. Fin dalla sua istituzione questa ricorrenza ha visto una Comunità devota celebrare, ogni 4 dicembre, la propria Santa Patrona, con il cuore colmo di fede e gioia. Ma partendo da lontano, la festa è un teatro di tradizioni culinarie e di costume, facendo dunque riferimento ad antiche credenze o leggende; oltre a usanze tramandate di generazione in generazione. Uno dei casi più emblematici è la così detta “pitanza”, praticamente un paniere colmo di prodotti esclusivi del piccolo paese, tutti rigorosamente fatti in casa, non trovabili quindi in supermercati o altri punti vendita; ma soprattutto distribuiti a tutti gratuitamente. Nello specifico, la “pitanza” è fatta di taralli e “panicelli” e, unita alla celebrazione della Santa Messa nel pomeriggio, fede e tradizione creano qui un amalgama unica nel suo genere. Ma come si riceve praticamente la “pitanza”? Tutto ha inizio con le prime luci dell’alba quando, adulti e piccini, si recano presso le case del paese, bussando porta per porta, a chiedere la “pitanza”; se nel loro paniere è disponibile versare un po’ di taralli e “panicelli”. È così che dunque la “Sagra du Tarallu”, o meglio ancora la festa di Santa Barbara, diventa un inno alla semplicità in questa contemporaneità, continuamente in preda alla frenesia; un momento in cui il paese si ferma, e va alla ricerca di quelle che sono le proprie radici e, un po’ più individualmente, alla ricerca di sé. Non bastano le rigide temperature, con l’inverno alle porte o la forte umidità a frenare l’animo dei pianoti, il quale entusiasmo è inconfondibile in tali circostanze. Questa ritualità prevede inoltre la colazione in piazza con la “pitanza” raccolta, accompagnata questa esclusivamente da sorsi di anice. Tutto ciò è solo l’inizio delle celebrazioni, poiché queste durano una giornata intera, forti di un programma ricco di attività che coinvolgeranno il pianota, ma anche i visitatori da fuori, portandoli ad una percezione di ciò che sta attorno in maniera più diretta e partecipata. Tornando allora al programma, dopo la colazione in piazza avrà luogo la “gara della pitanza”, la quale premierà il paniere più pieno; successivamente saranno allestite aree per vari giochi popolari, proseguendo poi con il “pranzo di Santa Barbara”; la premiazione per il miglior tarallo, oltre anche alla musica popolare, che allieterà la comunità per tutta la durata della festa. Proprio in riferimento alla musica popolare, un ruolo da protagonista sarà assegnato alle caratteristiche “zambogne” e ai “tummarinari di Piane Crati”. Poiché questa è la festa di Santa Barbara, una comunità dal cuore pregno di fede che, nel lodare e cantare la sua Santa Patrona, onora allo stesso tempo le proprie radici, cultura e tradizioni; portandosi così in una giornata che è senza tempo, tramandando tradizioni e rituali dalle antiche e profonde radici.

*giornalista.

Data: 03 dicembre 2019.

Il programma

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