“La bellezza dell’arte … on line” *

di Raffaella BUCCIERI *

SONO da sempre persuasa che l’arte sia una panacea, una sorta di cura, di filtro, a tutte le cose negative della vita che ci procurano dolore, preoccupazione, o ci trasmettono quel fastidioso senso di oppressione. È un modo per immergerci in un luogo figurato e reale al tempo stesso, che ci consente di poter entrare a fondo nella nostra intimità, più nascosta ed inesplorata, ed estrinsecarla nel mondo esterno, con linguaggi diversi e variegati.

Sin da bambina, ho sempre dimostrato attitudini alle arti: musica, disegno e scrittura nello specifico, per poi approcciarmi in età adulta anche alla fotografia e alla poesia e scegliere le arti visive come mio interesse privilegiato di studio e lavoro. Come ho già sottolineato diverse volte, da piccolissima, ero molto attratta dalla pittura, dai colori, dalla bellezza delle sculture. Giorgio De Chirico è stato colui il quale mi ha fatto innamorare dell’arte a soli quattro o cinque  anni, credo; era davvero tanto tempo fa, ma il ricordo, ad oggi che sono una donna adulta, è ancora vivido, come l’emozione che scaturiva in me. Sono diventata uno storico dell’arte e la cosa che amo di più, della mia splendida professione, è il comunicare il mio sapere e la passione che nutro  agli altri.

Proprio per questo motivo, mi sono voluta cimentare in un nuovo progetto che in un momento molto particolare della nostra vita e della storia del XXI° secolo, mi ha fatto pensare ad un modo per portare la bellezza dell’arte nelle case di tante persone, vicine e lontane.

Nasce così il mio sito internet www.labellezzadellarte.it (nella foto) un titolo semplice, evocativo, che racchiude in sé un universo variegato e interessante.

Il progetto prende vita con la collaborazione di una persona speciale, Francesco Buccieri, che non solo è un eccellente informatico, ma anche mio cugino, che ha curato tutta la parte web e grafica. Abbiamo lavorato in grande sintonia e questo è sicuramente un valore aggiunto al risultato del lavoro ottenuto. Il sito si presenta elegante, pulito e di immediata fruibilità, pensato in maniera intuitiva ed interattiva, piacevole agli occhi e alla navigazione.

Ho ritenuto suddividerlo in macrocategorie ben precise: pittura, scultura, architettura, arte sacra, fotografia (una delle mie grandi passioni) e infine la sezione denominata mostre e film, in cui inserisco mie recensioni riguardo a pellicole che trattano la vita degli artisti o temi d’arte in generale, o riguardo mostre di rilievo da me visitate e descritte e commentate con gli occhi dello storico dell’arte, analizzandone i vari aspetti. Per rendere il tutto più interattivo, per ogni mio testo pubblicato, è prevista la possibilità per gli utenti, di lasciare dei feedback attraverso dei commenti al testo stesso.

I testi, appunto, sono espressi in un linguaggio chiaro e scorrevole, come l’esperienza mi ha insegnato, per fare in modo che il loro contenuto sia fruibile da chiunque si approcci: dallo specialista che può trovarvi spunti o elementi di novità su cui concentrare le proprie attenzioni, allo studente che necessita integrare le proprie conoscenze, all’appassionato d’arte che vuole arricchire il proprio bagaglio, fino al profano della materia che desidera saperne di più. Gli argomenti saranno sempre vari e accattivanti: dalla monografie, alle comparazioni tra artisti, opere e modalità di trattazione di temi iconografici, agli approfondimenti tematici di carattere generale e molto altro.

Ciò che però desidero qui sottolineare, è la mia opinione riguardo al rapporto tra arte e tecnologia. Ricordo la prima volta che vidi un touch screen in un museo, mi trovavo nella Tate Modern di Londra, ed era una vita fa. Sono trascorsi più di dieci anni. Da lì ho iniziato ad osservare le varie modalità di utilizzo della multimedialità nella fruizione dell’arte, con le quali non sempre però, mi sono trovata in accordo. Quest’ultima, infatti,  deve essere un coadiuvante alla prima che è condicio sine qua non nell’esperienza dell’arte. Non si può infatti pensare di conoscere l’arte stessa solo attraverso i mezzi tecnologici, ma è necessaria ed imprescindibile l’esperienza diretta il più possibile. Vivere l’arte dal vero è fondamentale e doveroso per la crescita e formazione della persona e, per chi fa il mio mestiere, sempre bello e gratificante essere un mezzo di comprensione e approccio in merito. Perciò questo mio progetto vuole essere da stimolo e “apripista” per il lettore, soprattutto per quello più timido e inesperto e per le nuove generazioni, a vivere l’arte come esperienza reale, attraverso i temi che affronto, stimolando la loro curiosità di conoscere questo mondo unico e ricco di sfaccettature.

* Storico dell’arte

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