Rogliano, il racconto dell’esperienza di Terezin per ricordare l’Olocausto in occasione del Giorno della Memoria

“I treni senza ritorno” è il titolo dell’iniziativa (nella foto) promossa per ricordare il dramma dell’Olocausto in rapporto all’esperienza di Terezin (Theresieenstadt), la città-fortezza costruita alla porte di Praga per volontà Giuseppe II° d’Asburgo nella seconda metà del XIX° secolo. Un posto tristemente noto per la sua trasformazione, durante il Terzo Reich, in campo d’internamento. Proprio Terezin, il ghetto che il regime ha utilizzato come luogo di raccolta (e smistamento) dei prigionieri da inviare ai  campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau e Treblinka. Da questa località sono passati oltre 150.000 ebrei, soprattutto pittori, scrittori, musicisti ma anche 15.000 bambini. In quegli anni tristi a Terezin gli artisti hanno avuto modo di esibirsi senza contrasto da parte delle SS, quest’ultime interessate più agli effetti propagandistici di tipo culturale che alle censure. La musica era considerata infatti dagli internati come elemento di ribellione pacifica, via di fuga dalla realtà, lenitivo, momento di speranza in attesa della liberazione dalle crudeltà e dalle sofferenze. “I treni senza ritorno” è stato un racconto (voce narrante: Antonio Simarco) corredato da immagini e suoni che ha coinvolto una ensemble dell’Orchestra Giovanile Musikè Piadon in un progetto di Maria Luisa Pagnotta con arrangiamenti del maestro Ivan Nardelli. “La musica ha tenuto in vita ciò che non era più vita. Nei campi di concentramento – ha spiegato la docente – l’amore per l’arte, per i bambini, ha prodotto risultati importanti. Anche chi ha perso la vita ha lasciato un ricordo bello. Un ricordo a cui dobbiamo riferirci per cercare di annientare ciò che di brutto è stato e non ripeterlo”. Leggendo, Simarco ha evidenziato i numeri della tragedia citando fatti e personaggi in riferimento ai cosiddetti “Giusti tra le nazioni”. Agli eroi (ad oggi 26.973 nel mondo) che hanno scelto di  ospitare, nascondere o permettere la fuga di migliaia di ebrei sottraendoli alla barbarie nazista. Tra questi oltre seicento italiani: il commerciante Giorgio Perlaska, i medici Carlo Angela e Giuseppe Moreali, il ciclista Gino Bartali, i sacerdoti Arrigo Beccari ed Eugenio Bussa, il giornalista Odoardo Focherini, solo per citarne alcuni. Figure che hanno ispirato noti film e colonne sonore. Nel corso della manifestazione, che ha segnato la presenza del sindaco Giovanni Altomare, è stata ricordata la figura di San Maksymilian Maria Kolbe, il religioso di origine polacca ucciso ad Auschwitz il 14 agosto 1941. L’esibizione dei giovani Francesco Marsico, Giovanni Cimino, Lorenza Sicilia, Donato Stumpo, Luigi Naccarato, Angelica Perri, Giulia Fuoco e Teresa Monaco ha suscitato grande interesse nella platea.

(Gaspare Stumpo)

Fonte: Parola di Vita

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