Rogliano: restrizioni, spirito di adattamento e solidarietà al tempo del Covid-19. Il territorio “riapre”

di Gaspare STUMPO *

UNA VICENDA forse unica in Italia in cui il caso fortuito in un contesto di piena operatività dettato dall’emergenza ha giocato un ruolo determinante e per certi aspetti incredibile.

Rogliano ha pagato un prezzo altissimo con decine di contagiati e persino con un decesso. L’epidemia da Covid-19 è stata (e continua ad essere) per questa Comunità il momento storico più brutto dal Dopoguerra ad oggi con conseguenze negative sul piano sanitario e su quello economico. Un quadro allarmante per il modo in cui si è evoluta la trasmissione della malattia che ha rischiato di gettare nel panico l’intera popolazione. Solo la maturità e il senso di responsabilità dei cittadini hanno evitato situazioni peggiori cosicché a distanza di settimane dallo scoppio dell’epidemia si comincia ad intravedere la luce, benché flebile, in fondo al tunnel. All’interno della struttura municipale, ricordiamo, il Coronavirus ha colpito il sindaco Giovanni Altomare, il suo vice, Fernando Sicilia, gli assessori Francesco Altomare e Antonietta Russo, il consigliere con delega alla Cultura, Antonio Simarco e, tra gli altri, alcuni dirigenti di Settore. Ma il virus non ha risparmiato nemmeno i Carabinieri con diversi militari costretti alla quarantena o, addirittura, al ricovero ospedaliero. Il territorio è stato sottoposto a “chiusura” con apposita ordinanza del presidente della Giunta regionale alla stregua di quanto deciso per i Comuni in cui il numero dei positivi al test tampone è risultato più alto rispetto ad altre aree della Calabria.

Nel Savuto, con incidenza minore, il contagio ha riguardato pure Belsito, Carpanzano, Colosimi, Grimaldi, Mangone, Marzi, Parenti e Santo Stefano di Rogliano. Il divieto di allontanamento, la riduzione degli spazi di movimento e di socializzazione hanno acuito un disagio sociale che, tuttavia, non è sfociato in disordini o in forme serie di insofferenza. Lo testimonia l’assenza quasi totale di infrazioni riscontrate dalle forze dell’ordine. I roglianesi hanno saputo infatti adattarsi restando a casa, pazientare, osservare le regole e, in certi casi, subire forme di sarcasmo e gesti di intolleranza. La pandemia, purtroppo, ha generato insicurezze, paure e pregiudizi frutto della cattiva informazione, dell’uso improprio e a volte spregiudicato dei social. E’ stata una Pasqua difficile per il Savuto, soprattutto per la cittadina capoluogo d’area, dove la gara di solidarietà messa in atto da associazioni e Arma dei Carabinieri ha stabilito un primato importante. Dove, oltre al numero dei guariti, si guarda con fiducia al futuro a partire da oggi. Dalla “riapertura” del territorio.

*Direttore responsabile (gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it)

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