PdV compie 95 anni.”Spazi di verità al servizio della Chiesa e del territorio” *

di don Enzo GABRIELI *

Nella scia di una grande tradizione, proseguiamo il nostro cammino. Dopo 95 anni Parola di Vita resiste, continua a raggiungere i lettori, non
solo come giornale ma come “progetto pastorale” di informazione e comunicazione. Celebriamo questo anniversario nell’ambito di una grande emergenza mondiale, la violenta pandemia, che più di ogni altro evento ha rallentato i passi dell’umanità intera mietendo vittime, relegandoci nelle case, creando paura e angoscia per un nemico invisibile, costringendoci a non partecipare alla celebrazione comunitaria della fede. Ma anche questo nemico va combattuto con le armi della ricerca scientifica e della speranza, della preghiera fiduciosa al Padre che libera da ogni male, coscienti che stiamo a cuore al nostro Signore. E se nei tempi delle violente intransigenze delle ideologie questo settimanale si è fatto voce libera, strumento di presenza della Chiesa, tribuna di condanna per i crimini contro l’uomo, oggi più che mai Parola di Vita si è fatta “ambito” di narrazione del bene, voce della Chiesa e del territorio. Nella deriva delle fake news che confondono, che aumentano paura e angoscia, c’è bisogno di spazi di verità, è richiesto un supplemento di informazione che raggiunga le persone nelle loro case, nell’intimo della vita, per allargare gli orizzonti della speranza. Gli strumenti di comunicazione sociale, salutati profeticamente dal Concilio fra le cose meravigliose (Inter mirifica), dopo più di mezzo secolo si sono rivelati con il loro potenziale non solo negativo.

Hanno aperto spazi per sostenere e supplire alla preghiera, hanno stimolato la riflessione e la curiosità, hanno permesso alla chiesa di “uscire”. Sono
convinto che Parola di Vita, da domani (giornalistico), non sarà più la stessa. Dovrà essere ancora di più un progetto pastorale a servizio di questa
Chiesa, di questo territorio, un ambito ecclesiale nel quale credere, sul quale investire risorse e persone, coscienti che i media sono nuovi pulpiti, nuovi tetti, per parlare all’uomo di oggi. Certamente le relazioni vere, tra i membri dell’unico corpo, sono da cercare, da ricostruire, ma questi ponti di comunicazione sono nuove sfide per la Chiesa e spazi di Vangelo, spazi di buona notizia. Così vogliamo celebrare questa tappa che porterà, se Dio vuole, al Centenario questa testata che non è più solo il giornale di carta ma il tentativo di mettere in sinergia i frutti dell’ingegno umano a servizio del Regno di Dio e di un territorio che non può e non deve lasciarsi rubare la Speranza. Con queste e altre riflessioni dovremo ripartire, per una ricostruzione sociale ed ecclesiale; le riflessioni di questi giorni non potremo accantonarle appena passerà il pericolo. Altrimenti esprimeremo infantilismo e fragilità che potranno essere nuovamente attaccate da nemici invisibili. Credo che come Chiesa dovremo piegare le ginocchia e metterci in ascolto di ciò che lo Spirito ci suggerirà, poi sederci attorno ad un tavolo per uscire nuovamente dal Cenacolo, con maggiore ardore, con una rinnovata passione per Dio e per l’uomo, per raggiungere con il nostro amore e lo zelo missionario i fratelli e annunciare loro che “Gesù fa nuove tutte le cose”.

*Direttore responsabile di Parola di Vita

Fonte: Parola di Vita

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