Da Lamezia Terme il grido di allarme del comparto turistico calabrese

Lamezia Terme questa mattina. Nel piazzale cargo dell’aeroporto lametino centinaia di addetti della filiera turistica calabrese si sono ritrovati per una manifestazione pacifica, rispettosa dei dettami del distanziamento sociale, per far presente a tutti i livelli istituzionali le enormi difficoltà di agenzie di viaggio, noleggiatori, guide turistiche, accompagnatori e tour operator “vittime” del post Covid-19. In un momento di crisi economica risulta essenziale rimarcare l’importanza dei professionisti del turismo che promuovono, vendono, seguono passo passo il turista nella scelta della meta ideale. Vacanze e non solo. Basti pensare a tutto quello che si muove dietro una prenotazione: consulenza, mezzi di trasporto, alloggi, guide turistiche per far vivere storia e architettura. L’insieme di servizi che danno vita, responsabilmente, al pacchetto turistico promozionale su un territorio. Se una regione come la Calabria vuole vivere di turismo allora bisogna ascoltare chi giornalmente lavora di questo settore. Dino De Santo di Assoviaggi Calabria : “tantissimi professionisti del Turismo oggi insieme per sollecitare una maggiore attenzione alle nostre proposte al decreto legge 34. Le sintetizzo in alcuni punti fondamentali: contributo a fondo perduto per le agenzie di viaggio che sia raccordato su quattro mese dell’anno in corso su un fatturato ad oggi, per tutti noi, è pari allo zero, fondo di garanzia per il turismo incrementato a 750 milioni di euro, recupero delle accise per i mezzi di trasporto che lavorano nel comparto, copertura della cassa integrazione in deroga fino al fine anno e non ultimo spostamento dei leasing sui mezzi di trasporto. Se tutto ciò non troverà favorevole accoglimento si produrranno nuovi disoccupati. Morte certa del turismo in una regione come quella Calabra già fortemente provata. Un grido d’allarme al Governo nazionale, al ministro Franceschini, una reale situazione di difficoltà che affidiamo anche alla politica regionale”. Ed ancora De Santo sulla Calabria: ”bisogna cambiare il paradigma del racconto del turismo calabrese al centro di tutto bisogna collocare: il prodotto, il territorio, la filiera”. Domani la protesta si sposta a livello nazionale su Roma dove ancora una volta, i professionisti del turismo proverranno ad essere ascoltati.

(Massimiliano Crimi)

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