Corpus Domini. Cosenza, si ripete l’esposizione drappi di pregio dal Palazzo del Sedile

Prosegue la sinergia tra Comune di Cosenza, Fondazione “Riccardo Misasi” e Ufficio liturgico diocesano, sul versante della riscoperta di antiche tradizioni appartenenti alla città di Cosenza e di alcune simbologie narrative che hanno contribuito a scrivere pagine significative della storia civica.

Una felice intesa quella tra Comune, Fondazione “Misasi” e Ufficio liturgico diocesano, già sperimentata con successo in occasione delle celebrazioni della Madonna del Pilerio, quando, nello scorso mese di febbraio, dalle balconate del Palazzo del Sedile, in Piazza Duomo, sono stati esposti 20 drappi storici di particolare pregio, così come erano solite fare le famiglie patrizie cosentine per solennizzare le più importanti cerimonie cittadine.
Collateralmente alle celebrazioni della festività del Corpus Domini, di domenica 14 giugno, la Fondazione “Riccardo Misasi” presieduta da Maurizio Misasi, in collaborazione con la Cattedrale, l’ufficio liturgico diocesano, diretto da don Luca Perri e il comune di Cosenza, attraverso l’assessore al centro storico Alessandra De Rosa, titolare anche della delega ai Rapporti con le comunità religiose, hanno riproposto l’iniziativa per il triduo della festa, fino alla conclusione di domenica. In questa nuova occasione, saranno diciotto i parati damascati esposti dalle balconate del Palazzo del Sedile, prospiciente piazza Duomo. L’iniziativa è frutto della più recente attività di ricerca condotta dalla Fondazione Misasi sulla storia di Cosenza nella quale molto spazio è stato dato alla ricostruzione del cerimoniale civico cosentino che ha regolato il sistema di relazioni tra le istituzioni territoriali nel corso del XVI secolo. Lo studio sul “cerimoniale storico” ha evidenziato l’insieme di regole e consuetudini che venivano seguite ed applicate durante i rituali urbani a carattere pubblico, facendo emergere le radici di usi e tradizioni presenti ancora oggi (come ad esempio l’esposizione delle coperte ricamate) cui si è voluto ridare nuovo corso, riproponendone schemi e atmosfere nel modo quanto più fedele possibile alla originaria impostazione.

L’approssimarsi degli 800 anni dalla consacrazione della Cattedrale di Cosenza (che si celebreranno nel 2022) rendono l’iniziativa ancora più carica di sostanza storica in quanto prodromica di una delle attività di ricerca che dovrebbero vedere protagonista il Duomo e la città antica. A voler riproporre l’esposizione degli storici drappi sono state, oltre alla Fondazione Misasi, le nobili cosentine Ombretta Savelli Passalacqua e Rachele Andreotti Loria, discendenti delle famiglie che abitavano il Palazzo del Seggio e che oggi vi risiedono. I pregiati manufatti, anche in questa occasione, sono stati realizzati dalla maestra Giuliana Fittante, nel centro storico di Cosenza. A curare il progetto, il Prof. Emiliano Sacco, cerimonialista.

Fonte: Comune di Cosenza

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