Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi, l’ira di Tansi. Polemici anche i Cinquestelle

BOTTA e risposta tra esponenti di diversa estrazione politica dopo l’approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla legge regionale 31 maggio 2019 circa la rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti, di reversibilità e di indennità di fine mandato ai rappresentanti dell’Assemblea. “È uno schiaffo alla miseria delle tante famiglie calabresi che – ha scritto Carlo Tansi – tra mille difficoltà cercano di superare questo drammatico momento post-Covid. Care calabresi e cari calabresi, avete voluto questa bicicletta? E ora lasciatevi pedalare!”. In una nota di ieri l’ex candidato alla carica di presidente di “Tesoro Calabria” ha fatto sapere che è sua intenzione avviare sull’argomento una petizione per chiedere l’annullamento della legge. Per i rappresentanti di Pd (Bevacqua, Guccione, Irto, Notarangelo e Tassone) e di Dp (Aieta e Sculco) si è trattato invece di “una tempesta in un bicchier d’acqua”. “La polemica in atto rispetto alle modifiche apportate dal Consiglio regionale alle norme sul trattamento di reversibilità e sulle indennità di fine rapporto è priva di fondamento e merita una chiara puntualizzazione. Innanzitutto – hanno scritto – smentiamo categoricamente che si tratti del ripristino dei cosiddetti “vitalizi”, i quali non esistono più già per gli eletti nella passata consiliatura. Non c’è stato nessun tentativo di riportare in vita cose inesistenti: chi lo afferma, forse è male informato. In tutta Italia esiste soltanto il sistema contributivo”. Per il parlamentare del Movimento Cinquestelle, Alessandro Melicchio, infine “sono sconcertanti le scuse dei pochi consiglieri regionali calabresi di opposizione che hanno versato lacrime di coccodrillo sulla legge che ha esteso i vitalizi anche ai politici che non dovessero completare la legislatura. Hanno incredibilmente dichiarato di non aver letto ciò che hanno votato, dichiarandosi favorevoli a loro insaputa, quindi, oppure che non immaginavano che la concessione di nuovi vitalizi potesse significare un esborso da parte della Regione, e quindi dei cittadini”.

(Gaspare Stumpo)

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