Una alchimia di suoni e culture. Il disco di Sandro Sottile, l’artista che celebra il Sud (e gli oppressi) *

di Gaspare STUMPO *

SANDRO Sottile è un artista “a tutto tondo”. Autore, musicista, poeta. Suona, canta il Sud. Pensa, scrive, costruisce emozioni. Il suo è un lavoro in cui il “peso” della storia e quello della tradizione rappresentano l’asse portante di un progetto di vita (e di cultura) che guarda al futuro “strizzando” l’occhio al passato. Sottile di recente ha pubblicato “Alchimia popolare”. Un album di tredici canzoni, il sesto dopo C’è quel Sud, Live, Ex voto, Cantannu e sonannu e Sulle tracce dei terroni. Con questa proposta l’autore traduce in musica e parole, fatti e contesti che hanno inciso negli ultimi due secoli di storia del Mezzogiorno. La maggior parte dei brani sono dedicati, infatti, a tematiche in cui l’elemento meridionalista viene esaltato attraverso la musica popolare.

Il nuovo lavoro è dunque una “alchimia” di suoni e di testi impegnati, di contaminazioni, di sperimentazioni ma anche di collaborazioni importanti: con Tony Esposito, Eugenio Bennato e il gruppo Zona Briganti, con Francesco Altomare (che ne ha curato gli arrangiamenti) e Giuseppe Marasco che ha prodotto il Cd per l’etichetta Calabriasona. “Quello di Sandro Sottile è un disco che accoglie tanti linguaggi. Lingue e dialetti del mondo. La musica è un linguaggio universale. In questo caso la Calabria, il Sud, accolgono altri mondi”. Così, Tony Esposito, che ha “firmato” le percussioni nel brano che dà il titolo all’intera produzione. Ma c’è anche la voce del senegalese Arouna in Mediterraneo sound. “Le migrazioni, le contaminazioni, il divenire culturale dei popoli sono fenomeni ineluttabili. E’ cosi anche nella musica. Che  – spiega Sottile – ha bisogno di nuovi suoni, di nuove esperienze”. Trovano senso, in questo modo, le parole dell’autore e polistrumentista calabrese quando fanno riferimento all’intreccio tra il sapere e la conoscenza tra mondi (solo) apparentemente lontani.

“Sound, sound mediterraneo a due passi dalla storia, dai tamburi dei Masai alla danza di Caulonia. E vola per i porti e le città, inseguendo quella melodia accarezza la pazzia nella piazza più ribelle il colore della pelle balla la sua libertà …”. Sottile rende omaggio dunque alla libertà. Celebra le vie della seta e le città di mare, stigmatizza le guerre e le barriere, canta il “sound meridionale intrigante e un po’ tribale …”. Canta “la canzone differente per chi va controcorrente, per chi ha scelto di cambiare e poi sfida il buio mare perché vuole libertà”. Allarga i confini e perfeziona la sua “alchimia” facendo cenno alla leggenda di Toro Seduto in Tatanka Yotanka (il nome è tratto dalla lingua Lakota) e alle gesta dei grandi capi indiani come inno alla storia e alla fierezza dei Nativi d’America. Roglianese, cultore di tradizioni popolari, Sandro Sottile è autore, musicista e poeta. Ha esordito in teatro come attore e scenografo nella Filodrammatica “Vincenzo Gallo”. Oggi ha all’attivo numerose partecipazioni ad eventi musicali di livello. Costruisce e suona sia la zampogna che la ciaramella. E’ davvero un artista “a tutto tondo”.

* (gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it)

Fonte: Calabria che Accoglie 2.0

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