Il Cosenza resta in Serie B. Un’impresa epica, le emozioni dagli spalti. I meriti di Occhiuzzi, la gioia della squadra

LE VOLETE leggere le emozioni di un giornalista tifoso? Di chi nel silenzio di uno stadio senza pubblico eppure pieno di ansia e speranza ha alzato i pugni al cielo per festeggiare un’impresa epica?

Ormai diversi anni fa, il principe Occhiuzzi faceva l’ala e la faceva pure alla grande. Già allora era un Principe. Ora è diventato il Re di questa città. Sì, perché il Cosenza si è salvato grazie alla bravura di un cetrarese (e a un gol del cosentino doc Luca Garritano). Una bella storia per un’impresa epica, certificata da numeri spaventosi di una scalata inattesa. È difficile essere giornalisti quando di mezzo ci sono le emozioni, quando senti anche di dover rappresentare allo stadio cari e amici che quelle emozioni, dal vivo, non le hanno potute vivere per via delle vicende di un anno tanto complicato. Sarà stato difficile tenere a bada il cuore anche per il Principe che, prima di essere il tecnico di questa squadra, è stato, fin dal primo giorno di ritiro, uomo spogliatoio. In questo 31 luglio di campionato (chi se lo scorda un campionato sotto i 33 gradi e più) al San Vito – Marulla la tensione era palpabile. Lo era nella squadra, lo era in quel centinaio di addetti ai lavori che al campo sportivo hanno lavorato. Era troppo alta la posta in palio. Anche la partecipazione emotiva è stata uno straordinario crescendo. 1, 2,3 gol per i Lupi, e festa finale favorita da un insieme di risultati favorevoli.

Sembrava impossibile anche solo pochi giorni fa mantenere il patrimonio della serie B. Cosenza lo merita per come sta vicina alla squadra, per come la città ha vissuto questa straordinaria parte finale di stagione. Noi abbiamo provato a raccontarla, non potendo né volendo essere freddi e distaccati, ma trasmettendo la nostra passione e il nostro amore per questi colori. Concedeteci di gridare “Lupi lupi”, di alzare le braccia al cielo e anche di commuoverci. La penna, intinta nel cuore, scrive benissimo.

(Fabio Mandato)

Fonte: Parola di Vita

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