La via Popillia nel territorio di Dipignano: un viaggio tra storia, archeologia e ipotesi di percorso

È STATO recentemente pubblicato, per le edizioni de «Il filorosso», il volume «La via Popillia-Annia nel territorio di Dipignano. Un’ipotesi di percorso». La ricerca porta la firma di Michelangelo Presta, ingegnere e scrittore, e di Antonio Scarcello, storico e scrittore. La presentazione è offerta da Gian Piero Gimigliano.

Il volume si propone, attraverso accurate indagini multidisciplinari, di dare riscontri intorno al possibile percorso che la via Popillia-Annia abbia potuto seguire nel territorio limitaneo di Cosenza, passando per l’attuale territorio di Dipignano fino al ponte Sant’Angelo sul Savuto (nella foto). L’impresa di ricerca è pregevole proprio perché unisce le immagini alle parole e utilizza, inoltre, la cartografia catastale e quella borbonica, offrendo notevoli e illuminanti calcoli sulle misure. Il lavoro dell’esperto Presta diventa così la pietra miliare su cui Scarcello innesta tutta una serie di ipotesi ed elementi indiziari, che si sviluppano, attraverso pagine di indubbio interesse e di agevole lettura, con riferimenti alla toponomastica prediale, ai luoghi di culto e allo stesso culto dei santi. Gli autori non si sottraggono all’inquadramento geomorfologico del territorio, consapevoli che le «viae publicae» romane costituiscano un pilastro fondamentale per l’organizzazione imperiale. Presta e Scarcello non lesinano energie nel riferirsi alle vicende storiche del periodo romano, tra il III° secolo a.C. e la tarda antichità (III°-IV° secolo d.C.), illustrando l’ambito geografico entro cui è sorta la via Popillia e ricordando a più riprese la «strata ab Regio ad Capuam».

In questo senso, la dovizia dei riferimenti bibliografici utilizzati fa del volume in esame uno scrigno prezioso e autorevole di informazioni. Come evidenziato da Presta e Scarcello, proprio la via Popillia-Annia attraversava la Calabria e la stessa città di Cosenza, per poi proseguire verso sud, verosimilmente lungo i rilievi collinari di Laurignano, Tessano e oltre. A suffragare la tesi concorrono i riferimenti a strade, fiumi e ponti cosentini, la centuriazione nel territorio di Dipignano, frazionato in «praedia», e la stessa toponomastica.

Il testo di Presta e Scarcello sarà d’ora in poi un riferimento imprescindibile per chi vorrà studiare la storia del territorio. La postfazione del volume è firmata da Giuseppe Nicoletti e Antonio Presta.

(Fabio Mandato)

Fonte: Parola di Vita.

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