La disperazione di non conoscere l’esito dell’esame istologico. Storia di un giovane del Savuto

“VIVIAMO nella terribile angoscia di conoscere l’esito dell’esame istologico. Sono trascorsi 36 giorni e degli esami nessuna notizia”. È la triste vicenda raccontata dalla moglie di C.G., giovane della Valle del Savuto. Questa la vicenda: per linfonodi ingrossati vengono prescritti approfonditi esami. Lo scorso 5 settembre la trasferta a Catanzaro, presso l’Ospedale Pugliese-Ciaccio. Nella richiesta del controllo la postilla “urgente”, considerato il fatto che il paziente già dal mese di febbraio è attenzionato per presunto Linfoma di Hocking. Dopo la visita l’impegno di attendere due settimane per l’esito di laboratorio. Trascorso il tempo, diverse le chiamate ai numeri forniti, senza risposta. Il telefono squilla anche a vuoto. “Cosa dobbiamo fare? – si domanda la signora. Una pec al presidente di Regione per informarlo di quanto sta accadendo, la ricerca sulla Rete di un numero telefonico del direttore sanitario, affidare il tutto ad un legale perché venga riconosciuta la possibilità di conoscere il referto. Senza questo – lamenta ancora – l’oncologo ci ha riferito di non poter predisporre la terapia. Mio marito sta peggiorando e non so come aiutarlo. Alla notizia non abbiamo esitato a rimanere in Calabria, sotto l’ala della nostra Sanità, ma ad oggi i dubbi sono tanti e spero che non sia stato un errore fatale non aver affrontato il viaggio della speranza in altre regioni”.

(MC)

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