Quel 27 marzo 1638 a Rogliano (e nel Savuto) *

di Gaspare STUMPO *

UN’ANTICA incisione su pietra tufacea (nella foto) posta all’esterno di una delle prime case di via Duomo, nel cuore del centro storico cittadino, per indicare l’avvio del nuovo processo di urbanizzazione seguito al terribile terremoto del 27 marzo 1638 che rase al suolo Rogliano (eccezion fatta per i rioni Donnanni e Rota) e altri sedici paesi del bacino del Savuto. Una scossa pari all’undicesimo grado della Scala Mercalli, violentissima, che intorno alle 22 causò, tra il litorale tirrenico e le pendici della Sila, la morte di migliaia di persone, la distruzione di diecimila unità abitative e l’inagibilità di altre tremila. Un evento catastrofico anche per i concomitanti riti della Settimana Santa. Nella sola Chiesa di San Pietro morirono 1208 fedeli e 23 rappresentanti del clero che si trovavano riuniti per la celebrazione del Sabato delle Palme. La rinascita non solo urbana ma anche sociale, artistica e culturale di Rogliano è legata, dunque, al sisma del 27 marzo 1638. Architetti, intagliatori, scalpellini e capimastri contribuirono a realizzare, da lì in avanti, case, palazzi e, soprattutto, portali e altari monumentali. Una vera e propria scuola del “Barocco” che si distinse operando (su legno e pietra) in diversi centri del Mezzogiorno e persino al Palazzo Reale di Napoli. La giornata del 27 marzo 2021, a distanza di 383 anni coinciderà con la ricorrenza del Sabato delle Palme. La data è stata indicata dall’Amministrazione comunale per celebrare il 160° anniversario dell’Unità d’Italia (1861 – 2021) in quanto, purtroppo, il 17 marzo (giorno della proclamazione del Regno d’Italia) le condizioni meteo non hanno consentito lo svolgimento (seppur contenuto per le regole anti Covid) delle iniziative istituzionali. “Mai come quest’anno, dopo il periodo appena trascorso, si auspica che Rogliano possa diventare il centro di una nuova rinascita che mira a rinsaldare i rapporti interpersonali tra tutte le componenti sociali con l’obiettivo di una rinnovata e salda unità”. Per il 27 marzo prossimo il Comune di Rogliano ha disposto l’esposizione, lungo il campanile della chiesa di San Domenico, del tricolore simbolo dell’Unità di Italia “augurio di rinascita, di grande senso di appartenenza e di unità”. L’iniziativa avverrà in collaborazione l’Associazione Nazionale Rocciatori. “Nel 1638 – conclude un documento diffuso dal Municipio – la Città dimostrò tutto il suo coraggio, tutta la sua forza per la nuova rinascita. Forza e coraggio che non sono venute meno in questo delicato ultimo anno rispetto agli effetti della pandemia. E sarà proprio questa forza che Rogliano e l’Italia hanno nel proprio dna, che ci guiderà verso un nuovo Risorgimento”.

* (gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it)

Fonte: Parola di Vita

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