“L’ARTE è sinonimo di unicità e di umanità”. L’affermazione è dello scultore Domenico Sepe, protagonista dell’evento «Dalla materia all’anima», che si è svolto sabato scorso a Figline Vegliaturo in occasione dello svelamento dell’opera «Il Dolore». “L’unicità – ha spiegato l’artista – è quella dell’essere umano che riesce a plasmare la materia trasformandola in uno strumento capace di produrre emozioni”. Sepe ha spiegato il senso della sua arte, i motivi che la ispirano e il percorso creativo alla luce di una dimensione sia storica che personale. All’iniziativa hanno partecipato (e sono intervenuti) il sindaco Pasquale Filice, il vicesindaco Fedele Adamo, la preside dell’Istituto scolastico comprensivo «Mangone-Grimaldi» Mariella Chiappetta, il funzionario comunale Andreas Canuto.

Presenti, tra gli altri, sindaci, esponenti politici, altre autorità, rappresentanti del mondo della cultura e dell’associazionismo. Al centro dell’incontro, le cui fasi sono state coordinate da Gaspare Stumpo e intermezzate dalle note di violino del maestro Antonio De Paoli, l’espressione artistica come atto creativo e come strumento di dialogo, inclusione e valorizzazione umana. Sindaco e vice sindaco si sono detti “orgogliosi” della presenza di una scultura destinata a garantire prestigio al progetto di “Museo in movimento” voluto dall’Amministrazione comunale come luogo di bellezza ma anche di identità, consapevolezza e partecipazione. Domenico Sepe, ricordiamo, è tra i più autorevoli artisti italiani contemporanei. La sua ricerca e i suoi lavori uniscono tecnica, spiritualità e impegno civile. Di recente ha donato a Papa Leone XIV° alcune sculture tra cui una dedicata a Papa Francesco. Benedetta da don Frederic Mbo Mpeti, l’opera «Il Dolore» nasce come riflessione sul dramma delle guerre e, in particolare, sulla perdita dell’infanzia nei conflitti armati.
Fonte: Parola di Vita.



