21 Ottobre 2026
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In Calabria

In Congo la solidarietà di Castrolibero diventa acqua per tutta la Comunità

NELLA MISSIONE delle Suore Minime della Passione, in Congo, precisamente ad Idiofa, è iniziata la costruzione della cisterna di raccolta per l’acqua. A realizzarla, insieme, la popolazione locale e la parrocchia Santa Famiglia di Castrolibero. Si tratta di una struttura con una capacità di 35 metri cubi (pari a 35 mila litri) alta circa 2,9 metri e con una base di 3,5 metri per lato, destinata a servire la casa delle religiose missionarie e la popolazione che vive nelle vicinanze. Un’opera concreta che nasce dalla solidarietà dei fedeli castroliberesi grazie ad una raccolta fondi che ha coinvolto le diverse realtà parrocchiali.

Piccole offerte e risorse raccolte anche in occasione di prime comunioni, cresime e feste parrocchiali sono state trasformate in un aiuto per la Missione, nel cammino verso la 100ª Giornata Missionaria Mondiale.

Ma la cisterna non viene semplicemente costruita per la popolazione di Idiofa: viene costruita insieme alla popolazione. Donne e bambini portano la sabbia, gli uomini lavorano alla struttura, mentre tecnici e maestranze locali sono coinvolti nella realizzazione. Un piccolo circuito di bene nel quale le risorse raccolte a Castrolibero diventano lavoro, competenze e un bene destinato a miglioare la qualità della vita della Comunità.

L’acqua, infatti, sarà particolarmente importante per la missione, dove vivono una decina di giovani suore in formazione, insieme alle religiose che le accompagnano, ma potrà essere utilizzata anche dalle persone del villaggio. In questi giorni è in visita alla missione suor Anna Rizzuto, madre generale delle Suore Minime della Passione, che ha voluto esprimere la gratitudine della congregazione: «grazie alla Parrocchia Santa Famiglia e a quanti hanno reso possibile questo progetto. È un dono importante per le nostre sorelle, soprattutto per le giovani in formazione, per chi le accompagna e per la popolazione che vive intorno alla nostra casa. L’acqua è un bene essenziale e questa cisterna migliorerà concretamente la vita quotidiana. Siamo felici che possa diventare un bene condiviso”.

Il parroco don Enzo Gabrieli ha ringraziato la Comunità parrocchiale e l’associazione «Madonna del Rosario» sottolineando il significato più profondo dell’iniziativa: “dobbiamo tenere sempre desta l’attenzione sul binomio inscindibile carità-missione. La carità – ha ricordato il sacerdote – non è soltanto dare qualcosa, ma incontrare una persona, riconoscerne la dignità e cercare insieme una strada. Al centro deve esserci sempre la persona. Questa esperienza – ha concluso don Enzo – è particolarmente bella perché non stiamo costruendo una cisterna semplicemente per una popolazione, ma con quella popolazione. Noi mettiamo a disposizione le risorse raccolte, loro mettono il lavoro, le competenze e la fatica. È un piccolo circuito di bene”.

Per l’associazione «Madonna del Rosario» il progetto di Idiofa rappresenta una nuova tappa di vent’anni di iniziative missionarie, iniziati nell’estate del 2005 in Mongolia con la realizzazione di un forno, esperienza dalla quale nacque anche il percorso associativo di alcuni ragazzi poi confluito nella costituzione di una Onlus. L’iniziativa sarà presentata il 24 ottobre, al termine di ogni celebrazione domenicale, come segno concreto della Giornata Missionaria. Trentacinquemila litri d’acqua, dunque, ma anche tanti mattoni, mani e competenze diverse: una piccola opera che racconta come la carità, quando diventa missione, possa generare acqua, lavoro, dignità e speranza.

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Redazione Redazione Savutoweb

Redazione Savutoweb. Notizie e approfondimenti dalla Valle del Savuto e dalla Calabria.

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