
LO SCORRERE lento della processione di Maria Santissima del Rosario tra i vicoli del paese, il raccoglimento dei tanti fedeli e il luccichio delle luminarie trasmettono fin dalle prime ore della giornata quell’atmosfera solenne ed emozionante tipica delle grandi feste di comunità. È un momento forte di aggregazione e identità, che quest’anno ha trovato il suo apice in un rituale profumato e conviviale. Al termine della funzione religiosa, quasi allo scoccare dell’ora di pranzo, un invitante odore di polpette fritte ha catturato l’attenzione dei presenti. Anche per questa edizione, la famiglia Altimari ha voluto rinnovare con orgoglio la tradizione lasciata in eredità dal padre, scomparso ormai da tempo. Un gesto per ricordare, ritrovarsi e ribadire che il senso di una comunità passa anche da un abbraccio sincero e dal calore di una tavola condivisa.

Un’operazione mastodontica che ha visto la partecipazione attiva di tante braccia volenterose: c’è chi ha impastato, chi ha dato forma e chi ha fritto senza sosta, il tutto sotto l’attenta e rigorosa vigilanza della signora Rita. L’evento ha visto anche la partecipazione di volti noti delle istituzioni e della politica locale, come l’onorevole Angelo Brutto e il presidente provinciale Cosenza di Fratelli d’Italia Nicola Caruso. La loro presenza ha confermato la costante attenzione verso il territorio, offrendo l’occasione per rassicurare i cittadini sul futuro della struttura sanitaria di Rogliano (il presidio ospedaliero Santa Barbara, ndr) e per lanciare – seppur a mezza bocca – un chiaro segnale in vista delle prossime elezioni amministrative roglianesi. Ancora una volta, tra devozione religiosa, festeggiamenti civili e il sapore inconfondibile delle polpette fritte, il centro della Valle del Savuto dimostra come la tradizione sia il punto di partenza ideale per discutere del presente e del futuro del territorio.
(Massimiliano Crimi)



