24 Ottobre 2026
Pubblicita
In Calabria

Ex LsU-LpU. Ripristino fondo regionale e contributi previdenziali, flash mob a Roma e a Catanzaro

TORNANO a combattere gli ex LpU/LsU (Lavoratori di pubblica utilità e Lavoratori socialmente utili) dipendenti comunali in più di 360 Comuni della Calabria, oramai diventati il 90% della forza lavoro ma che saranno i prossimi poveri, pensionati, della P.A. Per dodici anni hanno lavorato senza contributi previdenziali negli Enti locali, un vero e proprio lavoro nero, legalizzato dallo Stato e ancora di più, la maggioranza, risulta, dopo anni, con orario part-time. Le pensioni, dopo trent’anni di attività, saranno di 700 euro. Il tutto, nel silenzio più assoluto dei sindacati e della politica. I stipendi nella gran parte dei casi, sotto le 1000 euro a chi è fortunato, e si perché nei Comuni calabresi, ci sono dipendenti comunali anche a 14/16 ore settimanali, cioè sotto le 700 euro al mese, ma con funzioni e servizi anche superiori di qualifica. Il grido d’allarme, arriva da un coordinamento di lavoratori, che insieme agli ex sindacalisti Giulio Pignataro, Oreste Valente, Romolo Cozza, Giovanni Muto, Giovanni Conforti e Gino Pettinato hanno organizzato due flash mob, uno a Catanzaro, giovedì 13 novembre alle ore 9.30, per ripristinare l’accordo quadro del 14 marzo 2022, unilateralmente, cancellato da Regione e sindacati per deviarlo su altri precari. L’accordo prevedeva relativamente al trattamento economico del personale ex Lsu ed Lpu stabilizzato ex legge 147/2013, che il fondo regionale, per come storicizzato, a partire dal 2022, doveva produrre un contributo pro-capite agli Enti utilizzatori avente natura dinamica in conseguenza delle economie che si registravano a seguito delle fuoriuscite, per poi redistribuirlo su tutta la platea residua del bacino, per l’aumento delle ore ai lavoratori part-time.

A Roma, l’altro flash mob, previsto a fine novembre, davanti a Palazzo Chigi, a sostegno dei contributi previdenziali. Per dodici anni – si legge nella nota – i Comuni hanno risparmiato centinaia di migliaia di euro, risanando bilanci ed ottenendo in cambio professionalità e tanti servizi, a gratis. Dal 2008, le stabilizzazioni, ma la maggioranza con contratti part-time, riconoscendo i contributi una buona parte potrebbe andare in pensione. L’Inps, tace, mentre la Regione e i sindacati nicchiano, si sono completamente dimenticati di questi lavoratori.

C’è attesa per un disegno di legge n. 539 presentato in data 03/02/2023, dal senatore Gasparri, (disposizioni in materia di riconoscimento del diritto alla pensione ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità) da incardinare in commissione lavoro, ma il sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon che ne è a conoscenza, non ha dato nessuna risposta. Ora, ben vengano le iniziative del consigliere regionale del PD, Alecci che ha presentato una mozione dal titolo “mancati contributi previdenziali per Lsu/Lpu” da inviare alla conferenza Stato/Regioni e l’interrogazione parlamentare dell’on. Gentile per l’approvazione del disegno di legge n. 539.

Fonte: comunicato stampa.

Autore

Redazione Redazione Savutoweb

Redazione Savutoweb. Notizie e approfondimenti dalla Valle del Savuto e dalla Calabria.

Pubblicita