IL SUPERAMENTO del Piano Strutturale Associato (PSA) riaccende il confronto politico sulle responsabilità amministrative e su un percorso rimasto incompiuto “dopo vent’anni di attese e rassicurazioni”. A sollevare la questione è il movimento politico «Comune in Comune» di Santo Stefano di Rogliano, che evidenzia i “limiti” e le “criticità” di una scelta “inizialmente ritenuta valida”
Il PSA, ricordano i consiglieri, è stato a lungo difeso dalle maggioranze Orrico e Nicoletti nonostante le critiche dell’allora opposizione consiliare. Alle interrogazioni erano seguite rassicurazioni sull’imminente approvazione dello strumento urbanistico e sulle prospettive di sviluppo del territorio.
“Quali ragioni hanno determinato il cambio di rotta e perché le criticità non sono state affrontate prima?” È l’interrogativo posto dal gruppo, che richiama anche l’esclusione dei Comuni di Mangone e di Rogliano dal progetto originario.
Per «Comune in Comune» cambiare strategia amministrativa è legittimo ma non può significare cancellare le responsabilità del passato. Dopo vent’anni la Comunità “ha diritto a spiegazioni sulle scelte compiute, sullo stato dei procedimenti, sulle risorse impiegate e sulle conseguenze sul territorio”. La lungimiranza politica – sottolinea il gruppo – si misura “nella capacità di ascoltare, riconoscere gli errori e coinvolgere i cittadini nelle decisioni successive”. (R.S.)



