“Il S. Barbara pezzo dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza”

di Francesca Gabriele

 

Il Psr riforma si la sanità, tagliando, riqualificando e investendo, ciò nonostante non dovrà interessare l’ospedale di Rogliano, che va ritenuto a pieno titolo un plesso dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.                      

    

Questo in sintesi il ragionamento del vicepresidente della giunta regionale, Nicola Adamo, ritornato nel Savuto, il 14 agosto scorso, dove nella sala consiliare dell’Ente Montano, ha incontrato i sindaci del comprensorio con il presidente della Comunità Montana, Anna Aurora Colosimo, per fare ancora una volta il punto sulla vertenza Santa Barbara di Rogliano. Un incontro importantissimo, voluto e introdotto dal sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo che in poco più di trenta minuti, ha ripercorso sinteticamente ed esaustivamente le vicende che negli ultimi mesi stanno interessando il presidio sanitario. Dai lavori strutturali in via di ultimazione che ben fanno sperare su una ripresa in termini positivi del nosocomio, al previsto accentramento del day surgery, dal reparto di dialisi alla specializzazione della parte chirurgica. Restano pertanto ferme e non arretrano di un solo passo le posizioni del sindaco Gallo che all’onorevole Adamo, nell’incontro in questione, ha ribadito, altresì la necessità per il nosocomio del Savuto di restare a far parte dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, respingendo a priori l’idea di casa della salute sulla base oggettiva dell’esistenza sul territorio di un Distretto Sanitario.

 

Gallo, a nome di tutti i colleghi, ha fatto per di più presente al vicepresidente della giunta regionale, come lo sviluppo a sud della città capoluogo, non può passare ignorando tre direttrici fondamentali: l’ammodernamento della rete ferroviaria, la superstrada Medio Savuto « che necessita di investimenti per essere completata» e la tutela del presidio ospedaliero.

L’onorevole Adamo, da parte sua, nel prendere la parola si è trattenuto sul tanto dibattuto Psr, sostenendo la necessità di accelerarne l’approvazione per evitare che aumentino le preoccupazioni nelle popolazioni.

 

«L’ospedale a Cosenza – ha specificato il vicepresidente della giunta regionale – è uno solo:l’Annunziata.  L’Azienda ospedaliera di Cosenza è una sola. Poi abbiamo i plessi, quali quello di Via Felice Migliore, del Mariano Santo, del Santa Barbara. Il servizio ospedaliero –ha ripetuto più volte Adamo – è unico. Per cui non può esistere una discussione su Rogliano alla pari di quella che è la discussione su altri ospedali della nostra provincia. Questo deve metterselo in testa anche la giunta regionale».  Da qui, come accennavamo prima, il proposito di licenziare il Piano Sanitario in seno alla ripresa dei lavori dell’esecutivo regionale. «Per quanto riguarda il Savuto –ha spiegato Adamo – io trovo sbagliato e ingiusto che possa permanere un allarme dei cittadini e quindi anche degli amministratori locali che, di fatto, va ad affermare nel dibattito politico istituzionale una distorsione nella questione in merito.  Sarebbe sbagliato se, riguardo a Rogliano, si dovesse proporre una discussione di tipo tradizionale. Lo scambio di vedute sul Santa Barbara non può essere posto in una relazione chiusura si – chiusura no,apertura si – apertura no, perchè questo è un modo forviante di affrontare la questione dal momento che, siamo in presenza di un unico ospedale».

 

Noi de La Voce del Savuto, abbiamo approfittato della presenza dell’onorevole Adamo nel nostro comprensorio, per conversare con lui a proposito del futuro della struttura sanitaria di Rogliano.

 

– Onorevole, le chiedo a distanza di pochi mesi dall’ultima intervista, un ulteriore commento sul Psr.

 «Il Psr, allo stato attuale resta solo una proposta, tanto è vero che ancora neanche la giunta regionale l’ha licenziato. Siamo impegnati sul territorio in un’azione di concertazione sociale. Alla fine quello che proporrà la giunta regionale e che sarà approvato dal consiglio regionale dovrà essere un Piano che certamente non potrà fotografare la situazione esistente. Deve essere per forza e necessariamente un Piano di riforma che da una parte taglia e dall’altra riqualifica e propone anche nuovi investimenti sia per l’adeguamento e la funzionalità della rete ospedaliera, sia per quanto riguarda il potenziamento dei servizi sanitari di prevenzione e di cura sul territorio. Sarà un Piano che dovrà essere valutato nella sua compiutezza e nella sua complessità. Non può essere un Piano da valutare pezzo per pezzo».

 

– Le propongo, la stessa domanda che ho posto di recente al consigliere regionale, Antonio Acri. Quali e quante speranze ci sono per il Santa Barbara di Rogliano, chiaramente alla luce di questa bozza di Psr?

«La vicenda dell’ospedale è stata risolta in occasione dei fatti conseguenti alla visita ispettiva dei Nas. Allora, se ricorda, esprimemmo un giudizio su questo nosocomio. Ora c’è un altro problema. Nella prima bozza c’è una esplicitazione di fare di questo ospedale una casa della salute. Qui si dovrebbe discutere su quello che significa questo termine. Abbiamo esperienze in Toscana di modelli di casa della salute che per certi aspetti sono più avanzati di quelli che sono oggi i piccoli ospedali disseminati in Calabria. E’ legittima che si faccia questa discussione, così come è legittima la proposta che si avanza per il presidio ospedaliero di Rogliano per quanto riguarda la casa della salute. Però c’è un punto su cui io mi sento di impegnarmi. Una discussione infatti, sull’ospedale di Rogliano, non può essere fatta come se quest’ultimo fosse una struttura a sé stante. Il nosocomio roglianese è un pezzo dell’Azienda ospedaliera di Cosenza e quindi la sua funzione non può che essere programmata nell’ambito dell’organizzazione dell’Azienda».

 

– Quindi le speranze aumentano

«Guardi, su quanto le ho affermato prima penso che avremo buone ragioni perché già in giunta, ma poi soprattutto nel Consiglio, questo principio (il Santa Barbara appartiene all’Azienda ospedaliera di Cosenza N.d.R.) sia recuperato per rinviare nella sede della programmazione dell’ospedale e dell’Azienda ospedaliera cosentina, il destino del Santa Barbara. Sappiamo che recentemente sono stati investiti 5 milioni di euro per quanto riguarda la struttura edilizia, ma anche per gli impianti tecnologici.  Mi risulta che nel presidio ospedaliero è a disposizione dell’utenza un apparecchio per effettuare l’esame di tomografia assiale computerizzata (Tac), apparecchio più funzionante e più moderno rispetto sicuramente a quello in funzione presso l’ospedale di Cosenza. Appare chiaro che a Rogliano sussistono dei servizi molto all’avanguardia rispetto all’Annunziata, quindi, detto questo è scontato che non si può non partire da una discussione molto di merito sul plesso roglianese e non si può dire tout court chiusura o apertura».

 

– Qual è in sintesi il ragionamento da perseguire con le popolazioni del Savuto?

«Anche con le popolazioni e i rappresentanti territoriali dobbiamo ragionare in funzione del fatto che si deve assicurare più assistenza fiducia e possibilità di cura ai cittadini di questa Valle che non sono cittadini di serie B rispetto ad altri».

 

– Onorevole grazie.

«Grazie a lei».

 

                                                                 Francesca Gabriele

 

 

Nella foto: Nicola Adamo durante l’incontro con gli amministratori del Savuto a Piano Lago.

 

 

 

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