2007: in fumo oltre 200 ettari di superficie boscata

Nell’anno appena trascorso danni come nel 1986

 

QUELLO APPENA trascorso sarà ricordato come uno degli anni più difficili dell’ultimo ventennio (pari soltanto al 1986) per quanto riguarda gli incendi sul territorio. Nei soli comuni contermini di Rogliano, Marzi, Parenti e S. Stefano di Rogliano sono andati distrutti quasi 250 ettari di bosco composto in larga parte da pino marittimo, pino insigne, castagno da frutto e quercia. Una vera e propria catastrofe (causata dolosamente) che ha portato alla distruzione di una vasta area di macchia mediterranea (alta e bassa), su parte della quale non ci sarà possibilità vegetativa se non attraverso una mirata opera di rimboschimento. Danni e paura per i residenti di alcune contrade rurali, che l’estate scorsa hanno visto ridotto in cenere anche orti e fienili, con grave pericolo per abitazioni, case coloniche e ricoveri per animali. Il 2007 è stato dunque un ‘annus horribilis’ sul fronte degli incendi, con enorme dispendio di energie dovuto alla carenza di uomini, mezzi e alla stessa complessità della geografia del territorio. L’emergenza è stata gestita dalla stazione del Corpo Forestale dello Stato (ispettore capo: Cesare Garzi – assistente: Rossana Forastiero) che ha coordinato l’attività dei mezzi aerei, ma anche dal personale Afor, dai vigili urbani, dai precari della Comunità montana e da gruppi di volontari presenti sul posto. Un’insieme di sinergie che ha permesso di evitare il peggio sia sotto l’aspetto vegetazionale che faunistico, limitando i danni anche alla microeconomia. E’ opportuno ricordare, infatti, che oltre ad una vasta superficie agraria e forestale, che nei 17 comuni del comprensorio costituisce circa il 75% del territorio, la fascia a monte del fiume Savuto è costituita da uliveti e vigneti sistemati ‘a terrazza’ – che sono parte integrante della storia e della tradizione agricola locale. Inoltre, potrebbero essere stati proprio le conseguenze e gli squilibri legati agli incendi dell’estate 2007, l’origine della massiccia quanto inconsueta presenza di cinghiali in alcune aree della campagna roglianese. Un fenomeno senza precedenti che continua a provocare danni (anche strutturali) soprattutto nel settore della viticoltura.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nella foto: un Canadair impegnato a spegnere un incendio scoppiato l’estate scorsa nelle campagne di Rogliano.

 

 

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