‘Quando i mostri sono reali’

di Roberto SOTTILE

 

SONO SEMPRE di più le persone che si lasciano affascinare dai fenomeni inspiegabili. La consapevolezza che ciò che vediamo potrebbe non essere tutto ciò che comunque esiste, sta crescendo in modo esponenziale. A conferma di tutto questo, la presenza di centinaia di siti internet, molti dei quali abbastanza seri, che si arrovellano tra le mille risposte  rimaste in sospeso;  ma anche le molte trasmissioni tv dai temi scottanti e apparentemente incredibili, che guadagnano addirittura la prime serate. Segno inconfutabile che la gente è sempre più propensa a guardare oltre la soglia dell’apparenza convenzionalmente riconosciuta. Del resto l’evoluzione umana si traduce anche in una presa di coscienza verso cose che prima potevano sembrarci straordinarie, ma poco credibili. Una quindicina di anni fa ebbi tra le mani un documentario di una serie prodotta da Arthur C. Clarke dal titolo “I misteri del mondo”. Lo scienziato scrittore, che si fa ricordare soprattutto per la sua memorabile 2001 Odissea nello spazio, dedicò gli ultimi anni della sua vita allo studio dei fenomeni inspiegabili del nostro pianeta. In uno dei suoi documentari proponeva l’esistenza di mostri marini (calamari giganti) con tentacoli lunghi anche decine di metri. Fu in quel momento però che C. Clarke, davanti ai miei occhi, perse la sua credibilità di ricercatore. Non ero evidentemente pronto ad accettare le fantasticherie che riempivano da millenni i racconti di vecchi marinai ed il fatto che potessero essere addirittura reali. Questa mia giustificata riluttanza rappresenta un classico esempio di come l’uomo sia poco propenso ad accettare ciò che è fuori dalla sua limitata visione. In effetti pochi anni dopo iniziarono ad arrivare, dal Giappone ma non solo, sempre più spesso immagini di mostri con tentacoli lunghi diverse decine di metri. A distanza di qualche anno, la presenza di questi esseri sproporzionatamente grandi nei nostri abissi marini rappresenta una realtà comunemente accettata, anche se presumo che molti di voi non ne saranno ancora a conoscenza. Non che con questo voglia asserire che il mondo sia pieno di terrificanti creature, ma è utile rilevare come la nostra chiusura mentale determini a volte la mancata possibilità di scoprire l’infinita varietà del nostro splendido pianeta. Per rimanere dalle nostre parti, potrete facilmente vedere uno di questi ‘mostri’ – relativamente piccoli, che si sarebbe insabbiato qualche tempo fa sulle spiagge della marina di Lamezia Terme. Il filmato è stato realizzato, in modo fortuito, da alcuni ragazzi con l’ausilio di un telefonino. In ogni caso è ben riconoscibile la carcassa di ‘qualcosa’ di molto simile ad un gigantesco calamaro purtroppo già in stato di decomposizione. E’ rimasta riconoscibile la testa e parte del corpo; i tentacoli, che in rapporto al resto dovevano essere di svariati metri, non sono purtroppo visibili a causa probabilmente della loro più accentuata decomposizione. Per visionare il filmato basta andare su Youtube e digitare “Carcassa aliena”.

 

Roberto Sottile

 

 

Nella foto: Pierre Denis de Montfort, ‘Colossal Octopus’.

 

 

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