Rogliano, al via le ‘Giornate Morelliane’

GIUNTA a buon punto la conquista continentale del Regno di Napoli, immediatamente dopo il passaggio di Garibaldi in Calabria, Donato Morelli non aveva perso tempo a “sconfessare” i decreti garibaldini sul riconoscimento degli usi civici in favore dei contadini silani. Il neo governatore di Calabria Citra si era prodigato a ripristinare i privilegi di classe, confermando, di fatto, i veri motivi che avevano spinto i proprietari terrieri ad aderire al movimento antiborbonico. Lo Stato unitario stava per nascere, dunque, contro le premesse di giustizia che avevano animato le speranze delle classi sociali più povere, appannaggio dei prepotenti che alla fine non rinunceranno a diritti e possessi territoriali. Garibaldi era giunto a Rogliano accolto dalla popolazione come il “novello Mose” e proprio dal balcone di Casa Morelli aveva alimentato il sogno rivoluzionario dei meno abbienti. Cinque giorni più tardi, però, l’azione di sostegno alle ragioni degli usurpatori si era conclusa con la restaurazione dei privilegi e contro i ceti più umili. La famiglia Morelli ha avuto un ruolo di primo piano nelle insurrezioni preparatorie alla campagna garibaldina e più complessivamente nel processo storico che ha portato alla unificazione nazionale e alla stessa fase post unitaria. Di quel periodo si è discusso nel corso della prima delle “Giornate Morelliane” previste nel programma per il 150° anniversario dell’Unità  d’Italia organizzato dall’Amministrazione comunale in sinergia con il Comitato per le celebrazioni. Durante l’iniziativa (nella foto) che si è tenuta presso il Museo di Arte Sacra, sono intervenuti il sindaco Giuseppe Gallo, mons. Vincenzo Filice e i professori Rossana Sicilia, Eugenio Maria Gallo e Fausto Cozzetto. L’obiettivo delle manifestazioni è il ricordo storico, l’approfondimento culturale, ma anche la valorizzazione dei luoghi risorgimentali come promozione della città  di Rogliano.

G. St.

 

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