‘Sopprimere la comunità  montana per liberare risorse’

Sopprimere la Comunità  Montana “Savuto” per liberare risorse

di Franco Garofalo*

COSI’ COM’E’ non serve né al territorio né tanto meno  alle  comunità . In un periodo di profonda crisi economica si richiede alle istituzioni di  recidere le spese ritenute superflue, qualificare le uscite e dismettere  le attività   legate  agli organismi consortili,  considerati inutili dalla società   civile e dal mondo produttivo. Oggi, più di ieri,  ci si chiede a che serve   “mantenere in piedi”  le comunità  montane, e in modo particolare quella del Savuto,  quando  nel panorama dei consorzi intercomunali si individuano iniziative similari costituite da associazioni di comuni che vanno a  sovrapporsi agli scopi e alle finalità  delle medesime comunità  montana? Senza dubbio, all’interno degli enti  resi inutili e svuotati di competenze specifiche, si annovera oggi la Comunità  Montana del Savuto. A rendere superflua quanto insignificante l’ente montano  è  la presenza,  nel comprensorio Savuto,   di  altri due organismi similari, chiamati a svolgere le stesse e identiche funzioni. Questi due organismi si chiamano: “Unione dei Comuni dei Casali” – con sede sociale a Cellara e  l’unione dei Comuni "Terre del Savuto” con sede  a Rogliano, voluti e sostenuti dalle relative amministrazioni comunali  che ne curano la rappresentanza e l’organizzazione. Alle due “Unioni” aderiscono, per volontà  degli amministratori locali,  la maggior parte dei 17  comuni della Comunità  Montana del Savuto. Tra questi si individua il comune di Belsito che esprime, peraltro, il presidente della medesima  comunità  montana. In  sintesi il  Savuto esprime   tre enti  identici  che si sovrappongono per scopi e competenza, immiserendo  risorse e vanificando   interventi.   La legge regionale n.  20 del 10 luglio 2008, all’art.5 comma II, peraltro,  vieta ai “comuni facenti parte di C.M” la possibilità  di  associarsi ad unione di Comuni.  Di fronte a questa realtà ,  si rende opportuno procedere alle dismissioni delle attività   dell’ente montano “Savuto” – ente reso  inutile dagli stessi amministratori locali  sia dal punto di vista  politico,  sociale ed  economico.  Lo scopo delle dismissioni  delle attività   è quello di liberare risorse  da destinare allo sviluppo economico della zona dove la disoccupazione ha raggiunto livelli di guardia. 

* già  presidente della Comunità  montana del Savuto ed ex sindaco di S. Stefano di Rogliano.

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