Opere discutibili, il Savuto sulla cronaca nazionale

IL TEMA dell’ambiente come fattore di sviluppo è il più delle volte sottovalutato nonostante la conservazione del patrimonio naturale e la migliore qualità  della vita dei cittadini siano fortemente indicativi rispetto agli investimenti, alla crescita economica e alla occupazione. In periodi di difficoltà  le amministrazioni pubbliche tendono a tagliare i fondi destinati ai servizi, alla manutenzione delle infrastrutture e alla difesa del suolo. Da qui l’origine di piccoli e grandi disastri naturali che, soprattutto negli ultimi anni, sono stati alla base di forti disagi per la popolazione (cedimenti di strade e di binari ferroviari) e di seria preoccupazione per gli addetti ai lavori per quanto attiene alla evoluzione idro-geologica di alcune zone. Un insieme di situazioni che ha coinvolto anche il Savuto scatenando polemiche per l’aspetto legato soprattutto allo sfruttamento della montagna: costruzione di opere inutili, disboscamento selvaggio, modifica delle caratteristiche del paesaggio fluviale. Azioni che hanno inciso sulle caratteristiche fisiche dei luoghi e sulla stessa tenuta delle biodiversità , contribuendo nel tempo alla creazione di frane ed erosioni ma anche a squilibri nel regno animale con scomparsa di uccelli, pesci e mammiferi quindi all’aumento ormai incontrollabile e devastante di cinghiali. Un segnale preoccupante che deve indurre ad una seria riflessione e ad una concreta inversione di tendenza per il futuro. La speranza è riposta nella istituzione del Parco Fluviale del Savuto, progetto di iniziativa regionale che mira alla tutela ed alla salvaguardia del patrimonio ambientale, storico ed archeologico ma anche allo sviluppo del territorio quale area protetta. Del resto, finalmente, dopo anni di silenzio e sottovalutazione dei rischi diverse problematiche sono state trattate da rubriche giornalistiche e programmi televisivi di portata nazionale. Una lente d’ingrandimento su incuria, scelte discutibili e iniziative maldestre in questa parte di Mezzogiorno che oggi reclama politiche di risanamento con programmi utili alla tutela dell’ambiente, alla messa in sicurezza delle strutture ed al rilancio della micro-economia.

Gaspare Stumpo

Nella foto: una colata di fango prodottasi nei mesi scorsi dal versante montano minaccia l’antico ponte delle Fratte (cerchiato) sul fiume Savuto.

 

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