Assistenza specialistica ambulatoriale in Calabria, Carlo Guccione scrive al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin

RICEVIAMO e pubblichiamo integralmente, di seguito, il testo della lettera inviata al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al Ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, al Sottosegretario al Ministero della Salute, Vito De Filippo, al Responsabile del Tavolo Interministeriale per l’attuazione dei piani di rientro, Francesco Massici e al Procuratore generale della Corte dei Conti della calabria, Cristina Astraldi, dal consigliere regionale del PD, Carlo Guccione (nella foto):

“Egregi,

in data 13.02.2014 ho richiesto al Dipartimento “Tutela della salute e Sanità” della Regione Calabria i dati relativi all’assistenza specialistica ambulatoriale, sia del comparto pubblico che di quello privato accreditato, suddivisi per ASP e AO relativi agli anni 2011/2012/2013. Le cifre che ufficialmente mi sono state trasmesse evidenziano il mancato rispetto del criterio stabilito nel D.P.G.R. 18/2010, in quanto la ripartizione delle prestazioni specialistiche ambulatoriali non rispetta il parametro delle dodici prestazioni pro-capite per ogni cittadino calabrese. Il Ministero della Salute, Dipartimento della Programmazione Sanitaria e dell’Ordinamento del SSN, nel ripartire le risorse necessarie per la Regione Calabria, ha previsto lo stanziamento di € 445.240.675,00 per la specialistica ambulatoriale. Non essendo stata utilizzata l’intera somma, una percentuale di essa viene impiegata per finalità diverse da quelle previste. Emerge, inoltre, un quadro di evidente disparità di trattamento tra i territori delle diverse province calabresi. Secondo le elaborazioni dei dati forniti dalla Regione Calabria sulle prestazioni ambulatoriali specialistiche pubblico/privato negli anni 2011, 2012 e 2013, sono state erogate 9,7 prestazioni nella provincia di Cosenza, 12,5 in provincia di Crotone, 11,85 in provincia di Catanzaro, 7,83 in provincia di Vibo Valentia e 14 nella provincia di Reggio Calabria. Tutto ciò è avvenuto durante la gestione commissariale che è chiamata ad attuare il Piano di Rientro dal disavanzo sanitario regionale. Alla luce di tutto ciò, si conviene che, invece di tagliare gli sprechi, razionalizzare ed ottimizzare la spesa sanitaria e, nel contempo, riqualificare i servizi, si sono prodotte nuove ed ulteriori distorsioni.  Non è tollerabile il fatto che la quota pro-capite per la specialistica ambulatoriale nella provincia di Cosenza nel 2013 sia pari a € 98,77, per la provincia di Crotone a € 119,26, per la provincia di Catanzaro a € 144,85, per la provincia di Vibo a € 95,51 e per la provincia di Reggio Calabria a € 136,22.  Tale evidente differenza di spesa non trova nessuna ragionevole e motivata giustificazione.  L’analisi della spesa per l’acquisto delle prestazioni specialistiche ambulatoriali in Calabria in relazione al totale delle prestazioni acquistate dal privato nei tre anni di riferimento, circa il 50% della spesa regionale, è concentrata nella sola provincia di Reggio Calabria. Si chiede, pertanto, a codesto Ministero di intervenire con misure tempestive ed efficaci, sia per ristabilire parametri coerenti con la normativa vigente, sia per determinare un equilibrio tendente alla parità tra tutti i cittadini calabresi al diritto alla cura ed alla salute.  Non appare affatto fuori luogo, inoltre, il ricorso all’attivazione dei poteri sostitutivi necessari per accertare le reali motivazioni di quanto sta accadendo attualmente nell’utilizzo della spesa in questo specifico ambito. Mi corre obbligo informarLa, infine, che il Dipartimento regionale ed il Presidente della Giunta Regionale nonché Commissario straordinario per l’attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario, nel trincerarsi dietro il rispetto dell’ ‘art. 121 c° 1 del Regolamento del Consiglio Regionale della Calabria, hanno finora opposto diniego a fornire ogni utile chiarimento in risposta agli atti istituzionali dei Consiglieri regionali di opposizione ed, ovviamente, contestualmente non hanno inteso operare per correggere gli evidenti e macroscopici fattori di cattiva amministrazione in violazione degli art. 97 e 117 della Costituzione. In attesa di positivo e urgente riscontro, si porgono cordiali saluti”.

Data: 13 marzo 2014.

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