Donnici (Cosenza) al via il progetto per la quinta classe della scuola primaria “Suor Elena Aiello”

Scuola Donnici 2NELLO scrigno dei nostri ricordi custodiamo i momenti migliori della nostra vita; i momenti che ci hanno reso felici. Scorci di vita che restano indelebili e cristallizzati nella memoria. Questi ricordi hanno il profumo dei fiori nei campi irradiati dal sole o l’odore del mare; hanno il calore del fuoco intorno al quale ci si riuniva nelle gelide e buie sere invernali o il fresco sotto l’ombra di un pino per ripararsi dalla calura estiva; hanno il sapore di una soffice torta o della pasta fatta in casa; hanno il terrore negli occhi che hanno visto la malvagità della guerra o la tristezza nelle lacrime di chi, costretto a lasciare la propria terra, da un bastimento vede davanti a sé la speranza in un futuro migliore e sente nell’animo il dolore per il distacco dai propri affetti; hanno la spensieratezza dei giochi all’aperto e delle lunghe passeggiate a piedi quando ancora le auto erano solo un miraggio; hanno la dolcezza dei baci e delle carezze che fanno guarire dalle piccole ferite del corpo e dell’anima. La nostalgia di un tempo che fu, cosi diverso da quello in cui viviamo, povero di cose materiali ma ricco di sentimenti autentici e scevri dalla scelleratezza. Ognuno di noi è legato ad un ricordo del passato che ha un posto speciale nel cuore e ogni volta che ci torna in mente ci fa scendere una lacrima sul viso che sfiorando le labbra da vita ad un sorriso che spazza via la tristezza ridando la serenità. Tali ricordi non possono essere che quelli della nostra infanzia, legati ai nostri nonni che ci hanno amati e protetti e che ci hanno lasciato un bagaglio di esperienza attraverso la loro saggezza e i loro racconti di vita. A causa della vita frenetica che la società moderna ci impone e degli innumerevoli impegni che quotidianamente affrontiamo, spesso ci dimentichiamo degli affetti più cari. Non dovremmo mai dimenticare che i nonni rappresentano le nostre radici e il filo che ci unisce al passato; passato che ci unisce al presente e che ci permette di comprenderlo al meglio. I nonni sono i depositari della storia della nostra famiglia ed è importante sapere qual è la storia del sangue che ci scorre nelle vene. Il progetto dell’Associazione Culturale Donnicese, voluto fortemente dal vicepresidente Giuseppe Beltrano, ha come obiettivo quello di aprire un confronto sul rapporto generazionale; l’iniziativa riservata agli alunni della quinta classe della Scuola Primaria “Suor Elena Aiello” si sviluppa in due fasi: la prima è iniziata con la discussione in classe del rapporto tra nonni e nipoti; i ragazzi con l’aiuto delle maestre si sono documentati attraverso ricerche, letture e poesie e hanno elaborato in classe il tema “Racconta una vicenda del passato riferita da un tuo avo ed esprimi le tue considerazioni” che ha permesso di riflettere sul passato attraverso i racconti dei nonni. L’argomento più gettonato è stato il periodo della Seconda Guerra Mondiale, che è stata ripercorsa attraverso gli occhi di chi, vivendola in prima persona, conserva negli occhi l’orrore del conflitto e la miseria in cui vivevano soprattutto le famiglie meno agiate in quel periodo. Altro argomento trattato è quello dell’immigrazione che coinvolse durante il secolo scorso, molti giovani, soprattutto del sud Italia. Infatti, dopo la fine del secondo conflitto mondiale, a causa della mancanza di lavoro in tanti furono costretti ad emigrare all’estero, in particolare in America. La seconda fase prevede la premiazione del miglior elaborato e si svolgerà nel prossimo mese di maggio. Facciamo un grandissimo in bocca al lupo a tutti i ragazzi della quinta elementare “Suor Elena Aiello” di Donnici (nella foto) e allo stesso tempo ricordiamo loro di celebrare ogni giorno il ruolo speciale dei nonni nella famiglia e valorizzarli al meglio cercando di non lasciarli soli. Anche se è stata istituita la Festa che si celebra il 2 ottobre di ogni anno, i nonni vanno ricordati non un solo giorno all’anno ma sempre, portando loro rispetto e dando loro affetto perché sono la nostra ricchezza più grande.

Maria Parise

Data: 30 aprile 2016.

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