22 Ottobre 2026
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Approfondimento

Aprigliano. Apricus, il paradiso delle api tra biodiversità, tradizione e innovazione

POSTA a circa seicento metri sul livello del mare, presso le sorgenti del fiume Crati, nella frazione Corte di Aprigliano, l’azienda apistica Apricus è un vero e proprio paradiso delle api. “Ci è piaciuta l’idea di legare il nome dell’azienda al territorio per questo abbiamo scelto quello con cui originariamente veniva chiamato il comune di Aprigliano, che deriva dal latino e vuol dire ‘esposto al sole’, ‘soleggiato’, ‘che ama il sole’” – così Giuseppe De Lorenzo, geologo, originario di Aprigliano dove vive e lavora come insegnante nella scuola secondaria di primo grado, fondatore dell’azienda insieme a sua moglie Aiko Otomo, giapponese, nata a Kyoto, cuoca contadina, come lei stessa si definisce, a lungo ha lavorato come infermiera sia in Giappone che in Italia, ma oggi si dedica alla cucina in un immaginario ponte tra Oriente e Occidente. Il loro profondo legame con la terra, la grande passione per la natura e la scelta di uno stile di vita in armonia con l’ambiente li ha portati a decidere di dedicarsi all’apicoltura, per contribuire alla protezione delle api, oggi in grave pericolo. “Attualmente conduciamo, in regime di allevamento biologico, circa 120 alveari, di cui 60 per l’allevamento delle regine e con la funzione di reintegro delle perdite per mortalità, causata da diversi fattori, in particolare dal parassita Varroa destructor, circa 30 alveari dedicati alla produzione della pappa reale ed i restanti dedicati alla produzione del miele. La nostra è l’ape italiana, appartenente alla sottospecie ‘apis mellifera ligustica’, uno degli obiettivi della nostra azienda è preservarne la purezza, riproducendo esclusivamente api provenienti dal nostro territorio ed evitando ogni forma di ibridazione.

Per raggiungere questo obiettivo partecipiamo a un progetto di selezione genetica che prevede la riproduzione in aree controllate, dove vengono introdotte soltanto colonie con genealogia certa. In questo modo contribuiamo a tutelare la tipicità delle api locali e a salvaguardare un patrimonio genetico prezioso”, quanto specificato da De Lorenzo. Il numero di api in un alveare varia a seconda del periodo: in inverno solitamente sono circa 30- 40 mila, mentre in primavera arrivano fino a 80-100 mila. Come descritto dai titolari, quella di Apricus è un’apicoltura di tipo stanziale, ovvero le api non vengono spostate alla ricerca delle fioriture: raccolgono esclusivamente il nettare presente nell’area in cui sono collocate le arnie. L’area di pascolo di una colonia si estende per circa tre chilometri di raggio, pari a un territorio di circa 30 chilometri quadrati, in questo spazio dunque è fondamentale che non siano presenti zone inquinate o terreni trattati con pesticidi e insetticidi. “Fare apicoltura stanziale ci permette di produrre un miele che rappresenta davvero il territorio di Aprigliano, con la sua ricchezza floreale e la sua straordinaria biodiversità. In base alle fioriture stagionali, solitamente produciamo quattro tipologie di miele: quello di erica dal carattere intenso, nel periodo di febbraio–marzo; il millefiori, miele chiaro e dal gusto delicato, una combinazione di diverse fioriture, dal profilo sensoriale di media intensità. Produciamo inoltre il miele di acacia tra aprile e maggio, il più ricercato dal mercato per il gusto molto delicato e la caratteristica di restare sempre liquido. A completare la nostra produzione il miele di castagno, scuro, aromatico e tipico di tutto l’Appennino, molto apprezzato anche come ingrediente nei dolci della tradizione locale.

Per ogni chilo di miele ottenuto, vengono impollinati quasi 300 mila fiori” – la descrizione fatta dai titolari (nelle foto). Apricus ha ottenuto diversi importanti riconoscimenti tra cui una Goccia d’Oro nel 2024 e due Gocce d’Oro nel 2025, per il loro millefiori che è entrato tra i mieli più buoni d’Italia, mentre il loro miele d’acacia ha ricevuto due Gocce d’Oro nel 2024. Giuseppe ed Aiko realizzano anche la pappa reale, la sostanza secreta dalle api operaie per nutrire le larve e, in particolare, l’ape regina, ricca di vitamine, proteine e minerali, molto utile come integratore per sostenere l’organismo, aumentare l’energia e rinforzare il sistema immunitario. Vengono prodotti inoltre il polline, ricco di nutrienti quali proteine, vitamine, minerali e aminoacidi, un integratore naturale utilizzato per favorire la salute cardiovascolare e supportare il sistema immunitario. Infine anche propoli e cera biologici, la prima è una sostanza resinosa, raccolta dalle api per proteggere e disinfettare l’alveare, possiede proprietà antibatteriche, antivirali, antinfiammatorie e immunomodulanti, la seconda, utilizzata dalle api per costruire i favi, si adopera per la realizzazione di candele, cosmetici, prodotti farmaceutici e lucidanti per mobili o calzature. L’azienda Apricus è un luogo dove la tradizione si arricchisce grazie all’innovazione e dove l’amore per la natura si trasforma in creatività. Aiko organizza eventi gastronomici nei quali gli ingredienti calabresi, scelti tra le eccellenza del nostro territorio, incontrano le raffinate tecniche della cucina giapponese, unendo i diversi gusti e le diverse culture.

(Marialuisa D’Amelio)

Fonte: Parola di Vita.

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Redazione Redazione Savutoweb

Redazione Savutoweb. Notizie e approfondimenti dalla Valle del Savuto e dalla Calabria.

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