Il 15 luglio la reliquia di Sant’Antonio è giunta nelle Comunità del Savuto. Il video

IN UN CALDO pomeriggio di luglio la reliquia di Sant’Antonio giunge a Rogliano. Alberto Friso la consegna a don Serafino Bianco dopo circa 23 chilometri di cammino, da Martirano alle porte di Cosenza, nel Savuto, nell’area posta al confine fra la provincia di Catanzaro e quella bruzia (436 metri di discesa, 732 metri di salita). Il responsabile dell’organizzazione di “Antonio 20-22” e i suoi compagni sono accolti da Aurelio Scaglione (Agesci) che dalle pendici del monte Reventino li accompagna lungo il fiume e poi in collina fra vigneti e alberi d’ulivo, seguendo il tracciato dell’antica via Popilia.

Da queste parti gli scouts hanno avuto un ruolo importante, assieme agli associati Anir, nella stesura del percorso sia nella parte logistica che in quella cartografica. A partire dall’esperienza che lo scorso anno ha coinvolto George Lozano Leitão, il primo pellegrino a percorrere il “Cammino” da Capo Milazzo a Padova, sulle orme di Antonio da Padova, come ottocento anni fa. C’è pure lui, assieme a Friso e a Giannino Scanferla nel gruppo che custodisce la reliquia durante il tragitto a piedi, a mo’ di staffetta, che dal 30 giugno al 9 ottobre 2022 coinvolge 93 comunità cristiane di 42 diocesi, dalla Sicilia al Veneto. A metà percorso, nel fondovalle, la comitiva guada il fiume e percorre il leggendario Ponte di Annibale, nel territorio di Altilia-Scigliano. Quindi, si inerpica lungo i sentieri fino a Marzi, dove è accolta dal sindaco Pietro Tucci e dall’assessore Lavinia Calabrese, per poi arrivare nel Duomo di Rogliano.

Cammino e incontro. Quello “Antoniano” è un pellegrinaggio aperto alla partecipazione e all’incontro. Una iniziativa partita dai Frati Minori Conventuali in linea lo spirito sinodale e in comunione con il Papa, in occasione dell’Ottavo Centenario. “Si sa da dove si parte e a che ora – ha ricordato Friso. Chiunque può partecipare e percorrere anche poche centinaia di metri”. Ad ogni tappa sono legati momenti religiosi e culturali. Un insieme di occasioni giudicate “feconde” di cui le informazioni più significative sono pubblicate sul sito www.antonio2022.org. Quella roglianese ha previsto, oltre all’accoglienza (a cui ha preso parte anche il sindaco Giovanni Altomare), una celebrazione eucaristica e una veglia di preghiera nella chiesa di San Domenico. L’indomani i pellegrini sono ripartiti alla volta di Cosenza.

(Gaspare Stumpo)

Fonte: Parola di Vita

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