Mercato globalizzato

di Massimiliano D’Ippolito (Consulente Legale Altroconsumo Valle del Savuto)

Mercato Globalizzato
 
FIN DALLA NASCITA della Comunità  Economica Europea, v’è stata l’ambizione di realizzare un mercato comune, che garantisse l’eliminazione di tutte le barriere economiche poste dagli stati. Oggi agli inizi del terzo millennio, possiamo affermare che tale ambizioso progetto è stato centrato in pieno. Infatti, ormai da diversi anni, l’Europa rappresenta il centro catalizzatore del mercato globalizzato. A dire il vero, si è andati al di là  di quanto previsto, dato che attualmente si può parlare di mercato globale non solo nel contesto europeo ma a livello mondiale. Da un’attenta disamina, però, si direbbe che la struttura economica generatasi, presenti delle lacune, le quali  da diversi anni rappresentano oggetto di forti contestazioni. Per evitare un discorso eccessivamente generico, è opportuno concentrare l’attenzione sul settore commerciale. àˆ noto, infatti, che nelle nostre città , con particolar riferimento ai mercati rionali, si stia diffondendo l’inserimento di nuove figure imprenditoriali provenienti dall’Oriente e dal continente Africano. Da fautori del liberismo commerciale, non possiamo che esprimere un sostegno a tali iniziative, a condizione però, che si sviluppino nel pieno rispetto delle regole vigenti. In verità , spesso, alcuni di questi imprenditori hanno violato  e continuano a farlo, le leggi presenti nel nostro stato. Per avere una migliore visione della problematica, riportiamo quanto titolato venerdì 5 marzo 2004 dal Sole-24 Ore: “Blitz in Fiera contro i falsi dalla Cina”, infatti, la Guardia di Finanza, in quell’occasione, ha eseguito il sequestro presso il padiglione 7 della  Fiera Mostra Expocomfort, di alcuni “falsi” esposti in vari stand, segnatamente copie contraffate di oggettistica per la casa (rubinetti e pompe), di brevetti e produzioni europee. V’è di più, molti di questi “venditori”, in special modo nei mercati di quartiere, vendono prodotti in nero, violando quelle che sono le norme fiscali vigenti nel nostro Paese. Addirittura alcuni produttori “made in Cina” hanno contraffatto il marchio “CE”, che nel caso di specie non indica la qualità  e la provenienza europea del prodotto, ma CHINA EXPORT. Parlare di mercato globale, spesso, è equivalso a parlare di contraffazione e di bassa qualità  del materiale venduto. Tutto ciò, credo, ci debba far riflettere sul sistema economico commerciale che si sta sviluppando, atteso che sicuramente per il consumatore c’è un vantaggio in termini di spesa, ma come corrispettivo ci si presta  al rischio di acquistare merce contraffatta, di bassa qualità  ed in alcuni casi dannosa per la salute e per l’ambiente circostante. Consentiteci di diffidare di questi pseudo imprenditori, che null’altro sanno fare, se non emulare le merci altrui, danneggiando il made in Italy che da sempre è sinonimo di qualità  e di rispetto delle leggi. Come comitato a difesa del consumatore, rivolgiamo alla collettività  un monito, che è quello di diffidare di codesti venditori e, altresì, nello stesso tempo, sollecitiamo le autorità  competenti affinché si prodighino per garantire il rispetto delle leggi vigenti.
 
Dott. Massimiliano D’Ippolito
Consulente legale Altroconsumo per la Valle del Savuto
 
 
Nella foto: l’avvocato Massimiliano D’Ippolito

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