LsU – LpU: i lavoratori chiedono progetti di stabilizzazione

Nel Savuto riprende con forza il dibattito sul precariato

Il Coordinamento zonale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  ha avviato la elaborazione di una piattaforma di lavoro relativa al progetto di stabilizzazione occupazionale per oltre duecento precari impegnati in attività  di supporto agli enti locali. L’iniziativa, supportata dal sindacato Cgil, era stata annunciata nelle settimane scorse sulla base dell’ennesima discussione avvenuta tra i rappresentanti del sindacato e dei lavoratori. Quest’ultimi, pur riconoscendo le problematiche connesse alle scarse risorse finanziarie di comuni e Comunità  montana, allo stato giudicano “inefficace” l’azione politica e addirittura “inesistente” l’aspetto progettuale della quasi totalità  degli enti per una prima risoluzione della vertenza. A distanza di alcuni anni dal varo di leggi in materia e a fronte di una situazione particolarmente grave sul piano economico e sociale, ad oggi nel Savuto le stabilizzazioni si contano sulle dita di una mano. Segno anche della scarsa volontà  di ricerca di soluzioni adeguate al problema in rapporto alla richiesta di lavoro per la gestione dei servizi nelle diverse comunità , che dappertutto, non solo da queste parti, sta assumendo aspetti davvero paradossali. Resta innegabile, infatti, l’apporto di lsu ed lpu in tutti settori della pubblica amministrazione, così come resta innegabile l’essenzialità  di tale apporto rispetto alla carenza di personale di ruolo. Una situazione che alla luce dell’ormai decennale esperienza lavorativa continua a manifestare non solo una chiara mancanza di pari opportunità , ma anche una evoluzione negativa della permanenza dei soggetti collocati all’interno del bacino (soprattutto giovani diplomati e laureati) che col tempo ha provocato la fuoriuscita dal mercato del lavoro per la maggior parte di essi. Da qui la nuova presa di posizione sul territorio, che tende a promuovere azioni di confronto con i rappresentanti degli enti locali e a ridare slancio a proposte giudicate valide già  da tempo ma rimaste nel cassetto per mancanza di disponibilità  e concertazione. “Un grande piano per il lavoro è possibile – affermano lavoratori e sindacalisti – a patto, però, che nel Savuto venga messa in atto una strategia comune per la realizzazione di un progetto che possa trovare concretezza in più settori”. L’idea, che è quella di promuovere iniziative pubblico-private per la gestione dei servizi e la salvaguardia del territorio, verrà  inserita in un documento e proposta nei prossimi giorni a sindaci ed amministratori locali. Questo più localmente. Più complessivamente, invece, tra i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità , c’è già  grande attenzione per come la vicenda che li riguarda verrà  tenuta in considerazione a livello programmatico dagli schieramenti politici impegnati nella consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale.
 
G.S.
 
Nella foto: lavoratori precari del Savuto durante una manifestazione.

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