I precari Lsu – LpU cosentini chiedono stabilità  lavorativa

Nuovo appello del Cordinamento dei lavoratori dell’Area Urbana cosentina

tratto da: IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA (Cosenza e Provincia) del 23 giugno 2005.

A distanza di un mese dal varo dell’esecutivo di centrosinistra, i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità  riuniti nel Coordinamento Valle Crati ­ Savuto ­ Serre Cosentine e Pre Sila, sono preoccupati per il ritardo sul dibattito relativo alla vertenza che li vede interessati.  Sui precari del cosentino non è stata ancora avviata nessuna discussione, né tanto meno indicato un percorso progettuale capace di dare priorità  a questa che rappresenta non solo una emergenza sociale, ma anche una esperienza paradossale e per certi aspetti anomala sotto il profilo giuridico-professionale. Lsu e Lpu continuano a ricoprire il vuoto venutosi a creare gradualmente nelle piante organiche degli Enti locali. Ma ancora oggi ricevono un sussidio inferiore alle 500 euro mensili (per il quale non si hanno indicazioni di aumento) senza contributi previdenziali, garantendo servizi essenziali e, come avvenuto nei mesi scorsi, fornendo la propria disponibilità  anche nelle emergenze sul territorio. Oltretutto, a dispetto delle indicazioni contenute nei testi di Legge emanati in passato dalla Regione Calabria, i lavoratori precari ad oggi non hanno ottenuto nessuna preferenza (in termini di relativa percentuale) nei bandi di concorso per l’assunzione di nuovo personale all’interno degli Enti regionali e in quelli sub regionali (Aziende Ospedaliere, Afor, Arssa, Protezione Civile, Sorical, Apt, etc.)  Il coordinamento sottolinea anche che nemmeno le soluzioni attinenti ad eventuali progetti di collocazione nel settore privato ed in quello pubblico/privato sono riuscite a decollare. Così come non sono decollati le disposizioni riguardanti le incentivazioni e gli sgravi fiscali. «Anzi, – si legge in una nota del coordinamento – leggi e provvedimenti sono apparsi di debole applicazione e in alcuni casi anche in contrasto tra di loro». «I lavoratori precari dell’area urbana cosentina, pur evitando di sostituirsi all’azione politica delle Istituzioni e a quella più specifica delle organizzazioni sindacali, – si legge nella loro nota – sollecitano la ripresa del dibattito sulla problematica per come anticipato durante la recente campagna elettorale e, soprattutto, per come conviene ad un Governo regionale che al suo interno presenta forze politiche, con ruoli peraltro attivi, storicamente vicine alle questioni del lavoro e del disagio sociale». Ai rappresentanti del Governo Regionale invece, i precari del cosentino rivolgono un appello a «svolgere il loro dovere e agire sempre e per conto del “bene comune”. Senza personalismi e distinzioni tutti, dovranno rispondere alle inequità  ed ingiustizie quasi quotidiane, con proposte e fatti concreti, a difesa di una migliore qualità  della vita, non per pochi ma per tutti. Scuotere le coscienze e restituire a intere famiglie, dignità  e tranquillità  è l’unico nostro obiettivo. Continuare a mantenere un atteggiamento di attesa sulla scorta del classico ‘tirare a campare’ non giova a nessuno».
I propositi di stabilizzazione ci sono, bisogna adesso individuare gli opportuni provvedimenti.

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Nella foto: una delle tante manifestazioni degli Lsu_LpU calabresi davanti alla sede della Giunta regionale di Catanzaro.

 

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