” … a volte un vero abbraccio cancella l’oscurità “.

"se sei per strada sorridi, soprattutto a chi non conosci"

 

 

PUBBLICHIAMO, di seguito, un racconto pervenutoci mediante lettera regolarmente firmata. Abbiamo deciso di omettere solo l’identità dell’autore. Per una questione di privacy, che almeno chi dirige questo Sito ritiene, sempre, di fondamentale importanza. Abbiamo anche deciso di non inserire nessuna foto e lasciare, in apertura, solo uno sfondo bianco. Si tratta di una esperienza vera, la cui divulgazione vuole essere una occasione di riflessione sulla sofferenza, sul significato dei rapporti umani e sul senso stesso della vita.

 

G.S.

 

 

“… Si dice che se riesci ad aprire gli occhi la mattina, ad alzarti e assaporare il gusto della vita fra il dolce e salato .. devi sentirti fortunato! .. Beh! La vita è strana .. lo sai che esistono tante persone che sorridono perché sanno che quel sorriso è gioia per una persona "non fortunata"? Ecco ritorno a scrivervi riportando alcune riflessioni personali, magari questa mia esperienza riuscirà ad aiutare qualcuno. E’ un giorno come tanti altri, stessa routine ti svegli, ti prepari, saluti la famiglia, corri al lavoro, magari in ospedale perché hai scelto di dare gioia e voglia di vivere agli altri che al contrario di te hanno trovato lungo la strada uno “stop” di troppo. Ti senti utile, era questo che desideravi da piccolo, regalare un sorriso anche se non sei una persona che lo dimostra a parole. Ma vai avanti e anche se il tuo carattere è molto taciturno riesci ad esser te stesso davanti al dolore degli altri. Ma di colpo qualcosa si blocca in te, inaspettatamente una strana febbre invade il tuo corpo, la vista piano piano va via, non sai come reagire, non puoi dirlo in casa riusciresti solo a far soffrire e preoccupare chi ti ama, così passi un intero mese chiuso in casa, in una stanza, al buio, guardare la tv non serve a niente, non vedresti le immagini, riusciresti solo ad aver una voce amica simile ad una radio accesa .. tu non vuoi questo! Vorresti tornare indietro, anche se conosci bene il campo della medicina non sai di preciso la diagnosi, così riesci per un po’ a nascondere. Ma la febbre arriva a toccare picchi di convulsione, la tua pelle cambia colore, ti ritrovi giallognolo, gonfio, con problemi respiratori e non fai che bere, bere e ancora bere. L’acqua: il tuo peggior nemico! Non riesci per a sopportare tutto questo e accetti il ricovero … diagnosi finale? Ti ritrovi non vedente, con dei problemi cardiaci gravi perché in te è nata una malattia che i giovani non conoscono, ma non solo i giovani, anche gli adulti non sanno cosa sia … il nome di questo mostro? Dialisi … emodialisi … . E così inizia la tua battaglia per sconfiggere la morte. I reni non fanno il loro lavoro, insufficienza renale, nessun drenaggio, il sangue è come se fosse infetto e a giorni alterni ti rendi conto che la tua migliore amica è diventata una macchina che attraverso due aghi riesce a ripulire il tuo sangue e a rimetterlo nel tuo organismo. E adesso? Dovresti solo guardare il cielo e urlare "Oddio potrò vivere un altro giorno!" e invece torni a casa senza sorriso, le uniche cose che escono dalla tua bocca sono: "perché a me?" "Voglio morire!" Ecco questa è una situazione terribile io la sto vivendo giorno per giorno, cerco di passare più tempo possibile con la persona che amo di più in assoluto. Ma spesso la forza manca, il coraggio non sai più cosa sia. Non trovi risposte alle sue lacrime, ti si stringe il cuore nel vedere una persona così buona soffrire così tanto senza aver fatto mai del male a qualcuno! Mi incavolo quando per strada mi fermano per dirmi: "l’ho visto stamattina, stava bene!". In me sale un odio assurdo! Stava bene? Quello stato in lui dura si e no due ore, ma chi è ignorante in materia non sa che appena varca la soglia di casa davanti ti ritrovi solo una persona che senza il mio aiuto non sa neanche vestirsi, che senza una mano guida non riesce neanche a spostarsi dalla cucina alla camera da letto, più cerchi di stargli accanto ed esser premurosa e più lui ti tratta male, ma tu sai che in quel momento non è lui a parlare, ma la malattia e quindi chiudi in te tutte quelle frasi cattive e con un sorriso vai avanti. Lui non ha bisogno di lacrime. Ti senti chiamare, rispondi, ripetutamente richiama il tuo nome. Tu corri da lui e … non deve dirti niente .. è solo il suo stato d’animo: vuole solo sentire "cose c’é?" A lui basta questo. Non gli importa se in quel momento tu stai lavorando, pulendo, studiando, riposando, devi essere sempre presente! Sto odiando da tre anni questa vita, non riesco a parlarne e in quel piccolo reparto di emodialisi sembra che Lui abbia trovato una nuova famiglia solo perché con quelle persone riesce a condividere il dolore. Ma allora perché tutti escono sorridendo e lui no? Beh … chiedo scusa per questo capitolo. Mi dispiace aver usato questo articolo per far conoscere a voi una parte di malattia che per molti è sconosciuta! Bisogna sempre sorridere e mai buttarsi giù. Se sei per strada sorridi, sorridi sempre, sorridi soprattutto a chi non conosci, un sorriso regalato con sincerità a chi non si conosce può fare solo Bene, in fondo non sappiamo se la persona che ci sta davanti possa aver o no problemi in casa. A volte un vero abbraccio cancella l’oscurità anche solo per un istante! Riflettiamo un di più prima di sputare sentenze e di usare la cattiveria.

 

Lettera firmata

 

 

 

 

 

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