Commosso addio a don Arcuri, parroco di Platania

Lutto cittadino per il sacerdote originario di Bianchi

 

 

DON Pietro Arcuri, parroco per circa quarantanni della parrocchia S. Michele Arcangelo a Platania, nel tardo pomeriggio di ieri (sabato 13, nda ) è tornato in silenzio e per sempre nel suo amato paese natio. Erano circa le 18, quando la salma, proveniente dal comune di Platania è giunta a Bianchi, dove ad attenderla c’era un intero paese avvolto dalla commozione. Un parroco morto all’età di 67 anni, per sopraggiunte complicazioni al già cagionevole stato di salute, che suo malgrado lo aveva costretto da qualche anno a passare di mano la sua parrocchia a don Pino Latelli. Un parroco, buono, generoso, onesto, amato e stimato da tutti, una figura di altri tempi. Alla salma, adagiata nella cappella cimiteriale di Bianchi, appositamente allestita, don Giuseppe Belcastro ha riservato la “Liturgia della parola” e officiato il rito della sepoltura. Del suo stato di salute, don Pietro non ne faceva un dramma, aveva accettato da buon cristiano la sua croce. Ogni occasione e il forte legame con i biancari lo spingevano a ritornare spesso nel paese natio. Il restauro dell’effige della Madonna del Rosario, che don Pietro aveva perorato con altri parrocchiani della frazione Serradipiro, doveva essere una giornata di gioia, invece la ricorrenza religiosa di domenica scorsa (7 ottobre, nda) cui teneva molto il reverendo, è stato il suo ultimo saluto ai parrocchiani. La camera ardente allestita sabato pomeriggio nella parrocchia S. Michele Arcangelo di Platania, dove don Pietro è stato amico, fratello, confessore e consigliere dell’intera comunità è stata meta di commosso commiato fino alle 15 di sabato. Una parrocchia stracolma, tanta la gente che ha seguito con compostezza e nel silenzio la messa celebrata da monsignor Luigi Antonio Cantafora, Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme. Tanti gli attestati di stima e riconoscenze per l’operato di don Pietro. L’Amministrazione comunale, riverente agli insegnamenti del religioso ha indetto il lutto cittadino: monsignor Vincenzo Rimedio, già vescovo della diocesi lametina ha partecipato alla veglia funebre. I sindaci Carlo Conte e Francesco Villella, hanno commossamene ricordato don Pietro. Alcuni giovani con i quali il monsignore ha avuto un rapporto religioso e fraterno (catechismo, cresima, matrimonio e tante iniziative) hanno sussurrato “non potremo mai ringraziarlo abbastanza”. Un parroco vecchio stampo, che ha saputo prendere per il verso giusto Platania, a volte ostinato e impacciato ma caloroso e benevolo. In questi anni della sua lunga permanenza a Platania, don Pietro ha confortato molte persone, ha avuto molte gioie e non sono mancati i dolori e la sofferenza. La grande partecipazione ai funerali è la prova, che il religioso nella comunità di Platania ha operato bene. Sin dal suo primo giorno in parrocchia, don Pietro, ha gettato un seme, l’ha coltivato fatto fruttificare e poi l’ha consegnato nelle mani di don Pino Latelli. Don Pietro, come in vita anche dopo la morte vuole riposare nella semplicità. Le sue ultime volontà sono state due: la prima “quando il Signore mi chiamerà, sulla mia bara non voglio fiori, ma opere di bene”. La seconda “voglio che sia sepolto nella terra nuda e non in un loculo di cemento”. La prima è stata subito esaudita. I funerali di don Pietro sono stati vissuti in stretto gemellaggio dalle due comunità, le quali hanno avuto il privilegio di conoscere, lavorare e vantare l’amicizia con un prelato di incontestata religiosità ed umanità.

 

Pasquale Taverna

 

 

Nella foto: il centro storico di Bianchi. Nel riquadro, don Pietro Arcuri.

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