Malito: celebrati ieri i funerali di Fabrizia Germanese

C’è ancora incredulità per la vicenda dell’agente penitenziario

 

 

PIU’ CHE un fulmine a ciel sereno è stato un doppio colpo al cuore. Al cuore di una comunità, quella di Malito, che ancora non riesce a capacitarsi di quanto accaduto nel giro di qualche ora. Di un fatto davvero sconvolgente e per alcuni aspetti anche di difficile comprensione. Nel piccolo centro dell’entroterra cosentino, a pochi passi da Grimaldi, nel Savuto, c’è incredulità e tristezza per la vicenda di Fabrizia Germanese, la donna di 44 anni che si è tolta la vita in una cella del carcere di Castrovillari, dopo essere stata arrestata per una questione legata al possesso di droga. Le cronache raccontano di una donna molto scossa dopo il fermo attuato dalla Polizia. Lei, agente penitenziario, descritta come persona di indubbia professionalità, anche per il tipo di lavoro svolto in una realtà non certo facile come quella carceraria. Appartenente ad una famiglia molto conosciuta e perbene, Fabrizia Germanese non era sposata ed abitava in una casa del centro storico di Malito. Una donna dall’aspetto serio, riservata, che portava la divisa con atteggiamento sicuro. Una persona molto impegnata nel suo lavoro. Forse per questo non ha retto allo stress che in pochissimo tempo l’ha logorata favorendo chissà quali pensieri. E quel tragico gesto, epilogo di una storia inimmaginabile per Malito, che aldilà della circostanza e dei giudizi, piange con dolore la perdita di questa sua ‘figlia’. I funerali di Fabrizia Germanese si sono svolti nelle scorse ore a Malito, alla presenza di cittadini ed amici che si sono stretti intorno a tutta la famiglia Germanese.

 

G. St.

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