Audizione della terza Commissione regionale Sanità 

I sindaci parlano del futuro della sanità in Calabria

 

E’ STATA una giornata intensa di audizioni per la terza Commissione «Attività sociali, sanitarie, culturali e formazione», presieduta da Pietro Giamborino. L’organismo, sul Piano sanitario regionale, ha audito i sindaci di Crotone, Cosenza, Vibo Valentia, il presidente della Provincia di Cosenza, e numerose associazioni operanti nel settore. «In particolare, il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini – è scritto in un comunicato – ha espresso la propria soddisfazione «per la programmata realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza», e giudicando positivamente la proposta di Piano, ha chiesto alla Commissione«una più efficace definizione dei compiti tra ospedali, territorio e servizi sociali». Perugini, che è anche presidente dell’Anci Calabria ha chiesto che il Consiglio regionale esamini il Piano sanitario insieme alle Linee guida per le politiche sociali perché è necessario programmare ed agire in termini di integrazione dei servizi socio-sanitari». «Il sindaco di Cosenza ha poi espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Commissione e per la filosofia che ispira il Piano sanitario, ponendo all’attenzione dei Commissari alcuni nodi da sciogliere. Il primo, ha evidenziato, è quello delle risorse. Tutti i sogni sono realizzabili se ci sono le risorse necessarie, ha detto tra l’altro. Se, dunque, come è giusto, si vuole migliorare l’offerta sanitaria ed evitare il doloroso fenomeno dell’emigrazione per motivi di salute, il presupposto per il potenziamento dei servizi è il reperimento di mezzi adeguati allo scopo. Perciò, diventa essenziale rivedere l’attuale definizione della quota capitaria, attraverso una migliore allocazione delle risorse». In particolare, Perugini ha evidenziato che «la quota capitaria attualmente prevista per la provincia di Cosenza è la più bassa della Calabria: se essa costituisce il parametro di riferimento, il Cosentino sarà sempre penalizzato nella distribuzione dei fondi per la Sanità. Un altro nodo riguarda le Aziende sanitarie: è positiva la scelta di unificarle a livello provinciale per una migliore razionalizzazione dei servizi e della spesa, ma bisogna programmare una diffusa operatività della rete distrettuale su tutto il territorio, tenendo conto del fatto che la provincia di Cosenza copre il 45% di tutta la regione». «In tale contesto – ha aggiunto il sindaco Perugini – è necessario definire meglio gli ambiti di competenza degli ospedali e delle aziende sanitarie territoriali». Il presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio si è detto «pienamente d’accordo con le indicazione del Piano sanitario regionale», ed ha posto l’attenzione sugli aspetti finanziari legati alla sanità su cui gravano in maniera consistente i costi dell’emigrazione sanitaria. Il sindaco di Crotone, Vallone, ha invece sottolineato il ruolo degli ospedali di montagna, come S. Giovanni in Fiore, ed ha evidenziato la vetustà dell’Ospedale di Crotone». Nel prosieguo della discussione, sono intervenuti numerosi rappresentanti di associazioni, sindacati ed operatori del settore. Maria Grazia Anoia, neuropsichiatria infantile, a nome del Simpia, il sindacato professionale di categoria, ha sollecitato la Commissione ad adeguare le strutture di servizio di tale specialistica poiché «i dati statistici – ha detto – denotano un forte aumento dei casi di disturbi del comportamento già dall’infanzia, cui non fa riscontro l’adeguatezza della risposta organizzativa dei servizi

 

 

 

Nella foto: il sindaco di Cosenza, Salvatore Perugini, durante un suo intervento.

 

 

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