Frana a monte del Savuto. Cede zona della ferrovia

Serio smottamento a monte del Ponte delle Fratte

 

POTREBBE non essere più riaperta o riattivata in tempi lunghi (e con investimenti notevoli) la tratta delle Ferrovie della Calabria compresa fra i comuni di Marzi e Carpanzano, con conseguenze alla transitabilità sul maggiore percorso Rogliano-Soveria Mannelli-Catanzaro. E questo a causa di alcune frane scaturite dall’eccezionale ondata di maltempo, con pioggia, neve e vento, che in questi ultimi mesi ha messo duramente in ginocchio il comprensorio del Savuto. Piccoli e grandi smottamenti di terreno che hanno interessato strade, ponti, centri abitati e aree rurali, con disagi alla popolazione e danni per svariati milioni di euro su tutto il territorio. Dopo la frana verificatasi nei dintorni di Santo Stefano di Rogliano e quella al confine fra i comuni di Marzi e Rogliano, con collasso di un intero vigneto sulla ferrata, un nuovo e grave movimento franoso ha riguardato la linea ferroviaria, questa volta a valle del tracciato, in una zona impervia a poca distanza in linea d’aria dal centro storico di Carpanzano. Migliaia di metri cubi di terreno sono scivolati lungo il versante sinistro del fiume Savuto, in località ‘Timpone’ – a monte dell’antico Ponte delle Fratte, provocando una profonda ferita nel cuore della montagna, con disastro infrastrutturale e soprattutto ambientale. Perfettamente visibile dalle immediate campagne roglianesi, l’evento ha intaccato la conformazione geografica della zona, dalla quale, a distanza di giorni, un torrente d’acqua continua a scendere dal piano della ferrata (che in alcuni punti appare erosa nella massicciata) alla quota del corso d’acqua, nelle vicinanze del Ponte delle Fratte. Difficile, al momento, capire la natura del danno e la quantificazione dello stesso. Più facile, invece, la previsione sulla fase di monitoraggio e pianificazione degli interventi per la messa in sicurezza dell’area e la sistemazione del tracciato ferroviario. Un’insieme di operazioni che potrebbero comportare tempi lunghi e un grosso dispendio di risorse economiche. Che appaiono necessarie almeno nella parte che attiene alla tutela geologica e paesaggistica, ma anche a quella storica per quanto concerne la presenza del Ponte delle Fratte tanto caro alla ‘Memoria’ delle comunità locali. Di epoca romana, restaurato dai francesi di Murat, assieme ad alcuni parti di lastricato, il ponte rappresenta, infatti, uno dei reperti storici più interessanti e meglio conservati della valle del Savuto. Esso congiungeva la sponda sinistra con quella destra del fiume e secondo la rivista L’Universo fu distrutto più volte nel corso dei secoli. La presenza ed il ruscellamento incontrollato di corsi d’acqua alimentati dalla eccezionalità dei fenomeni atmosferici (intensi e persistenti) e le condizioni del terreno potrebbero essere state alla base della grave forma di dissesto in località ‘Timpone’. Un fronte di diverse decine di metri ha provocato un incredibile crollo a valle e, a monte, l’abbassamento della sede ferroviaria. Già da tempo, ricordiamo, le Ferrovie della Calabria avevano sospeso il servizio treni sulla tratta Piano Lago – Carpanzano, attivando un servizio bus navetta (sostitutivo) fra le stazioni omonime a servizio degli utenti di Piano Lago, Santo Stefano, Rogliano e Marzi, diretti o provenienti da Cosenza. Una scelta giusta che ha evitato una nuova tragedia dopo quella sull’autostrada. Amministratori locali e cittadini auspicano interventi urgenti e mirati rispetto a situazioni che rischiano di assumere caratteristiche catastrofiche con impatti negativi epocali sullo stato del territorio.

 

Gaspare Stumpo

 

 

Nelle foto: la frana di località ‘Timpone’. Si notano: a monte, la linea ferroviaria, il torrente d’acqua che scorre e, a valle, l’antico Ponte delle Fratte.

 

 

 

 

 

 

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