Sindacati a confronto su futuro delle comunità  montane

Il 18 aprile la vertenza si sposta a Reggio Calabria

 

I CONTENUTI della  vertenza che interessa gli enti montani calabresi sono stati al centro di un nuovo incontro fra sindacalisti, amministratori locali e dipendenti. L’iniziativa si è tenuta presso la sede della Comunità montana del Savuto, presenti Caruso per la Cigl, Borsani, Canino e Naccarato per la Cisl, Bartoletti e Scarpino per la Uil. Tutti hanno relazionato sullo stato delle comunità montane alla luce della legge regionale n° 20/2008 e della volontà politica di garantirne o meno la sopravvivenza attraverso il trasferimento di funzioni, servizi e, soprattutto risorse finanziarie. Un problema, questo, che si trascina irrisolto, che potrebbe portare a graduali ripercussioni, in primis sui livelli occupazionali. Le comunità montane, ricordiamo, sono enti che gestiscono le proprie attività attraverso una finanza derivata e un decremento di risorse potrebbe condurre a problemi di Bilancio con mancanza di copertura finanziaria per le spese di personale. Per questo le organizzazioni sindacali continuano a sollecitare l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione Calabria per la ricerca di soluzioni in grado di garantire un futuro a questi enti attraverso ruoli ben definiti e funzioni operative sul territorio, salvaguardando i lavoratori e ottimizzandone le professionalità. La riunione di ieri è stata coordinata dal vice presidente della Cms, Antonio Basile. Sindacalisti e dipendenti si ritroveranno il prossimo 18 aprile a Reggio Calabria per una assemblea generale degli operatori delle comunità montane calabresi organizzata da Cgil, Cisl e Uil presso la sede del Consiglio regionale.

 

G. St.

 

 

 

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