S. Barbara, partono le manifestazioni di protesta

PER IL S. BARBARA sarebbero state già  decise la chiusura del reparto di Chirurgia e il blocco dell’attività  operatorie. L’indiscrezione è giunta a poche ore dall’inizio della manifestazione (nella foto) convocata per dire no alla riconversione dell’ospedale. “Si tratta dell’ennesima provocazione – ha detto Giuseppe Gallo – nei confronti del territorio e delle sue istituzioni”. A pochi giorni dal gesto dimostrativo con l’incatenamento davanti all’ingresso del nosocomio, il sindaco di Rogliano ha guidato il nuovo sit it che nel tardo pomeriggio di ieri ha riunito amministratori locali, sindacalisti e cittadini. “Basta con le scelte discriminatorie. Il Savuto merita rispetto e considerazione. Il ridimensionamento del S. Barbara è una scelta grave rispetto agli accordi sottoscritti nell’agosto 2010. E’ la prova dell’accanimento verso una struttura e di un comprensorio di per se già  depauperato e marginalizzato da scelte politiche scellerate”. Gallo ha parlato davanti a migliaia di persone giunte dalle diverse comunità  della vallata. “La nostra – ha sottolineato il sindaco – è una battaglia di civiltà  e democrazia. Gli ospedali non vanno chiusi ma specializzati. Se non si fermano loro non ci fermiamo neanche noi. Se decideranno di chiudere Chirurgia e sale operatorie, lunedì prossimo saremo a Cosenza per occupare la sede della Direzione generale”. Alla manifestazione hanno partecipato e sono intervenuti anche i consiglieri regionali Ferdinando Aiello e Carlo Guccione, il presidente dell’Amministrazione provinciale di Cosenza, Mario Oliverio, il presidente della Comunità  montana del Savuto, Giovanni De Rose, i sindaci del comprensorio, il leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, l’ex parlamentare Pierino Buffone. Tutti hanno confermato la legittimità  della battaglia a difesa del S. Barbara in una ottica di interazione fra presidi appartenenti alla stessa azienda, in un momento difficile per la sanità  cosentina “con l’Annunziata senza sale operatorie a norma e il Mariano Santo – ha gridato Ferdinando Aiello – che andrebbe persino chiuso. Dico questo e me ne assumo la responsabilità ”. “Si rende conto, il governatore Scopelliti – ha ribadito invece Franco Corbelli – che lo smantellamento del S. Barbara costituirebbe un attentato alla assistenza sanitaria e alla salute dei cittadini della zona e della stessa città  di Cosenza?”. La protesta a sostegno del nosocomio di via Sturzo rischia di alimentare polemiche e di allargare la protesta su altri ‘fronti caldi’: occupazione e infrastrutture in particolare. “Non reggiamo più alle richieste di famiglie che hanno bisogno – ha affermato il sindaco di Mangone, Raffaele Pirillo – e di ammalati che chiedono assistenza. In questi anni abbiamo assistito a passerelle e ascoltato promesse”. “Vogliamo un sistema sanitario giusto, che risponda alle esigenze di tutti gli ammalati calabresi, compreso quelli di Cosenza e del Savuto” – ha evidenziato Carlo Guccione. L’iniziativa, che si è tenuta presso l’ex campo sportivo, sul parcheggio realizzato a servizio dell’ospedale, si è conclusa con l’intervento di Mario Oliverio. “Siamo qui – ha fatto sapere quest’ultimo – non per difendere o fagocitare localismi, ma per esprimere tutta la nostra preoccupazione per come il Governo regionale sta affrontando la delicata vicenda della Sanità .  I problemi vanno risolti ragionando. Questo è un piano di rientro calato dall’alto, che ha una impostazione ragionieristica, che annuncia chiusure selvagge e soprattutto non tiene contro dei bisogni dei territori”.

Gaspare Stumpo

 

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