Ancora perplessità  sul riordino del S. Barbara

TRA IPOTESI di riordino, bozze di atti aziendali e attesa per la firma sull’annunciato decreto per la ricollocazione del ‘S. Barbara’ all’interno dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, la discussione sulla Sanità  continua a vivere alti e bassi con contorno di polemiche che attengono, soprattutto, al mondo politico e sindacale. Una situazione che accomuna sia il progetto sulla riorganizzazione della rete nosocomiale che quello sulla metropolitana leggera, in una sorta di ping-pong mediatico tra l’area urbana e il comprensorio posto a sud del capoluogo. Segno evidente che il confronto fra due territori è vivo e capace di offrire spunti anche interessanti. In una nota diffusa nei giorni scorsi, per esempio, il consigliere del comune di Cosenza, Giovanni Quintieri, aveva polemizzato con il deputato regionale del Partito Democratico, Carlo Guccione, circa il contenuto del Piano di rientro. Una presa di posizione riconducibile alla recente discussione nel Consesso bruzio e, probabilmente, all’intervento alla festa del PD in cui, tra gli altri, lo stesso Guccione aveva parlato dell’esigenza di un confronto fra maggioranza e opposizione criticando l’operato, in rapporto allo strumento di pianificazione sanitario regionale, dell’attuale governatore calabrese. Ieri la presa di posizione del sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, che ha invitato Quintieri a leggere l’atto deliberativo del 22 febbraio 2010 sulla chiusura o riconversione di alcune strutture sanitarie. “Tra queste non c’è il ‘S. Barbara’ in quanto, quest’ultimo, presidio facente parte dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Dispiace constatare – ha scritto Gallo – che esponenti del Consiglio comunale di Cosenza abbiano assunto un atteggiamento poco responsabile e superficiale rispetto alla posizione del plesso roglianese. Se ne parla, infatti, quasi quasi solo per marcare il cartellino, per convenienza politica. Atteggiamento che si riscontra pure nel documento approvato alla unanimità  dal Consesso bruzio dove si prende atto, semplicemente, della riconversione del S. Barbara (nella foto) e di altri presidi della provincia e in virtù di ciò si ritiene opportuno il potenziamento dell’Annunziata”. Il primo cittadino ha parlato quindi di atteggiamento vigile da parte di popolazioni ed istituzioni del Savuto, stigmatizzando le posizioni “che trascurano di evidenziare come il sistema sanitario cosentino stia conoscendo livelli di assistenza preoccupanti e una forte crescita della emigrazione sanitaria verso altre regioni”. “Il problema – ha detto  Gallo – è che non esiste e non si parla di un sistema a rete che faccia interagire i servizi territoriali con quelli ospedalieri, nell’ambito del quale prevedere il potenziamento del ‘S. Barbara’ come uno stabilimento dedicato e dentro l’Azienda cosentina”.

Gaspare Stumpo

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