L’intervento. “A Rogliano non ci sono detenuti”

CON riferimento all’articolo pubblicato in data odierna (25.09.2011, nda) dal Quotidiano intitolato Sit-in pacifico degli immigrati, i Dirigenti della Cooperativa Sociale ‘LE RASOLE’ sono stati profondamente commossi dalla frase “E’ bello vedere i bambini di pelle diversa che stanno insieme nella piazza e nelle scuole di Acquaformosa” espressa dal Sig. Sindaco Manoccio. E’ veramente appassionante! Non conoscevamo, né conosciamo questo Primo Cittadino, se non dal racconto del nostro Responsabile referente della struttura di accoglienza per migranti di Rogliano, e non CARA, che racconta: “dopo averlo accolto con disponibilità , sono stato verbalmente affrontato e impedito in ogni tentativo di democratica risposta”. Un comportamento che si contrappone al suo concetto di solidarietà  umana e di interazione sociale che invece vuole indicare con la frase di cui sopra. E’ mortificante utilizzare giovani migranti, non più di dodici-tredici “vedi foto articolo” – che mai hanno espresso la volontà  di voler lasciare il Centro (potrebbero liberamente farlo) e che, avvicinandosi al cancello di accesso, per sola curiosità , sono stati invitati dai componenti della rete antirazzista a partecipare al sit-in, ponendo fra le loro mani cartelli che inneggiavano alla mancata “libertà ” – mentre all’interno del Centro (nella foto) il rimanente degli ospiti insieme agli operatori, a cittadini di Rogliano, al gruppo scout del paese, davano il senso della libertà  festeggiando con gioia l’ottenuta indipendenza dei loro paesi d’origine. Che senso ha incitare questi giovani ad inneggiare alla libertà , e nel contempo farli sentire non liberi – “in galera” solo perché ospiti di un Centro gestito da una Cooperativa Sociale, il cui fine istituzionale altro non è che quello della mutualità  prevalente proteso al miglioramento della vita delle persone? Non è per caso continuare a farli sentire ancora una volta in conflitto ed invogliarli eventualmente allo scontro? Il nostro Centro è libero, gli ospiti possono liberamente muoversi – e non è un “lager” come ha affermato al nostro Responsabile referente, il Signor Sindaco, continuando “dove le persone non usufruiscono di assistenza sanitaria” . Stia tranquillo il Signor Sindaco, anche se con coraggio ha affermato “di assumersi tutte le responsabilità ” per ciò che ha detto. Non verrà  querelato, perché anche per lui vale il nostro fine istituzionale! La nostra Cooperativa gestisce il Centro offrendo agli ospiti sostegno psico-socio-educativo, assistenza sanitaria in collaborazione con l’ASP di Cosenza, gli stessi possono partecipare volontariamente a lezioni di apprendimento della lingua italiana, di conoscenza della normativa per l’acquisizione del diritto di soggiorno, di alfabetizzazione, nonché forme di futura collaborazione con Enti di buona volontà  della zona, per offrire ai migranti corsi di formazione, alfabetizzazione riconosciuti, nonché forme di cooperazione volontaria per la creazione e la gestione di progetti finalizzati al miglioramento della qualità  della vita. Chiunque a questo mondo, specialmente in un campo così importante e delicato  che è il sociale pensa di poter fare di più e meglio, non ha che rimboccarsi le maniche! Pensare che un progetto diverso dal nostro, portato a compimento con onestà , competenza ed abnegazione, possa essere contestato per partito preso, non è la via giusta da percorrere.

Cooperativa Sociale Le Rasole

P.s. – E’ progetto di armonia ritrovare ridotto a brandelli un cartellone realizzato dagli ospiti della struttura con l’assistenza degli operatori ed affisso al cancello, dove con una espressione di Martin Luther King si loda alla pace ed al suo posto ritrovare dei cenci bianchi di difficile interpretazione?

Su Il Quotidiano della Calabria ogni giorno notizie e curiosità  dal Savuto

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