Le associazioni: “l’Uomo prima di tutto”

“BASTA con la legge Bossi-Fini, puntiamo su forme di ospitalità  diffusa in grado di superare le logiche dei Cara”. E’ quanto hanno sostenuto i rappresentanti dei movimenti antirazzisti durante il sit (nella foto) in che ha visto ancora una volta protagonisti i richiedenti asilo del centro di seconda accoglienza di Rogliano. “Occorrono – hanno ribadito gli interessati – il pieno rispetto della Convenzione di Ginevra, percorsi di integrazione e politiche adeguate capaci di rispondere ai bisogni degli immigrati, di favorire il dialogo interculturale e di contrastare ogni forma di discriminazione”. Per i giovani della Rete cosentina che da tempo fornisce mediazione linguistica ai gruppi di profughi sistemati nelle diverse comunità  della provincia, l’attuale legge sull’immigrazione “non risolve ma acuisce il problema”. In particolare per quanto riguarda l’inserimento occupazionale degli extracomunitari in un momento di forte crisi economica e di lavoro precario. Il rischio per i migranti che hanno ottenuto i permessi di soggiorno è quello, infatti, di tornare ad essere clandestini commettendo per questo un reato. In più, la gestione dei flussi risulterebbe anche anti economica per gli alti costi legati allo stato di emergenza rispetto ad un modello di accoglienza che dovrebbe essere invece non emergenziale, meno complicato ed a “misura d’uomo”- partendo dal basso con il coinvolgimento delle istituzioni locali. Sulla questione che riguarda la presenza degli immigrati in Calabria la Rete antirazzista ha preannunciato una interrogazione parlamentare.

G. St.

Fonte: Parola di Vita.

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