Palma (Pd): “il rinvio del Congresso impone un esame di coscienza”

"IL RINVIO sine die del congresso del Pd calabrese, che non è certo una buona notizia, impone una riflessione non ipocrita, un esame di coscienza, che aiuti il Partito ad uscire dalle secche prima che sia troppo tardi. Stracciarsi le vesti e parlare a vanvera con toni minacciosi è facile e può anche strappare qualche applauso, ma non coglie la sostanza del problema, che è tutto interno al Pd di Calabria. Sul Partito pesano come un macigno, e l’elettorato lo ha ben capito (basta parlare con la gente per strada), contrasti di natura puramente personale che in alcuni casi assumono le caratteristiche della faida.

A questa rissa continua, che disorienta e a volte disgusta, i nostri elettori chiedono che si ponga fine una volta per tutte dato che la Calabria ha urgente bisogno di un Pd forte, unito, credibile e determinato a contrastare il malgoverno della giunta Scopelliti e a rilanciare a tutti i livelli, con comportamenti coerenti, la battaglia per la legalità , che in una regione sempre più devastata dal malaffare e dal clientelismo delle classi dirigenti è la "madre" di tutte le battaglie.


Al commissario D’Attorre, che sta svolgendo con onestà  e passione un lavoro difficilissimo, dovremmo dire tutti grazie per quanto ha fatto in questi mesi ed invitarlo a promuovere ora le necessarie iniziative di rinnovamento e di apertura del Partito alla società  civile. Dobbiamo fare del Pd un partito di popolo, non di oligarchi, che guidi credibilmente la grande alleanza progressista delle persone per bene di cui la Calabria non può più fare a meno".

Così l’ex parlamentare cosentino e componente del Pd, Paolo Palma (nella foto, a destra), in merito all’ultima discussione che ha interessato il Partito Democratico in Calabria.

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