Greco: “allarmanti i dati del Rapporto Svimez sulla economia del Mezzogiorno”

“I DATI del rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno presentati a Roma sono allarmanti e dovrebbero far riflettere l’intera classe dirigente del nostro Paese.” A dichiararlo è il Presidente del Consiglio Provinciale di Cosenza Orlandino Greco (nella foto). “Negli ultimi venti anni sono emigrate dal sud emigrate 2,7 milioni di persone, dal 2007 al 2012 il manifatturiero ha ridotto il proprio prodotto del 25%, i posti di lavoro del 24% e gli investimenti del 45%. Mentre la nostra terra s’inaridisce divenendo povera di persone, di prodotti, di investimenti e di lavoro, i numerosi onorevoli meridionali, sempre pronti a sfilare sulla passerella del Meridione d’Italia durante le campagne elettorali, preferiscono occuparsi dei contrasti tra falchi e colombe e delle faide partitiche per i congressi. Va dato atto ai deputati e ai senatori che il loro tempo a disposizione per occuparsi dei territori non deve essere molto, visto che gran parte della giornata la dedicano ai social network, dove con straordinaria continuità alimentano le polemiche più sterili rincorrendosi l’un l’altro in quelle classifiche virtuali che tanto vanno di moda dopo la consacrazione elettorale dei grillini. Invece nelle strade delle terre meridionali gli onorevoli non tornano perché hanno paura, sanno che non troveranno nessuno ad accoglierli, ad aprirgli l’uscio di casa. Basta passeggiare nei centri storici dei piccoli comuni per capire che fra qualche anno non rimarrà più nessuno. Resiste ancora qualche Sindaco abbandonato al suo destino che pur di non aumentare ancora i tributi sceglie di dimettersi, resiste qualche imprenditore coraggioso, sarebbe meglio dire pazzo, che decide di investire in questo deserto, resiste qualche giovane laureato che non ha la possibilità economica per andare via di casa o per pagarsi un biglietto del treno verso un altro futuro, resistono gli ospedali senza servizi, i tribunali accorpati e le scuole pericolanti. Per invertire la rotta del nostro Paese bisogna cambiare la visuale, la prospettiva. “Verso Sud” è un’indicazione geografica, politica, sociale. Disegna uno scenario che vede il Meridione protagonista per una nuova unità d’Italia. Fin quando i deputati e i senatori non capiranno che occorre trasformare le nostre regioni in terre di produzioni piuttosto che relegarle alla schiavitù dell’assistenzialismo, l’intero Paese non potrà far altro che precipitare giorno dopo giorno. Non c’è da meravigliarsi che i cittadini sentano un profondo distacco nei confronti dei partiti tradizionali. Chi è stato eletto (sarebbe meglio dire nominato) in parlamento, ha già dimenticato quanto sia grave il disagio che si prova nell’essere paziente di un ospedale meridionale, quanto sia complicato prendere un treno a sud di Roma, quanto sia costoso un biglietto aereo alle nostre latitudini, quanto sia difficile trovare lavoro per un giovane specializzato. Mentre a Bari Renzi dimentica di parlare di Sud, mentre la lega e il pdl puntano ancora al nordismo come unica via per lo sviluppo del Paese, i nostri parlamentari fanno spallucce, auspicando un cambiamento che dovrebbero generare loro stessi. Nel 2012 il Pil nel Mezzogiorno è calato del 3,2% mentre il tasso di occupazione è stato del 43,8% rispetto al 63,8% del centro-nord. Sono dati di una gravità inaudita per i quali anche il Presidente Napolitano ha manifestato evidente preoccupazione. Esiste una sola via per risollevare il Paese, occorre guardare a Sud, promuovendo le identità territoriali, incentivando la nascita di nuove imprese, investendo in innovazione e tecnologia. I nostri cari onorevoli o non lo sanno o non lo vogliono capire, ma il loro tempo è destinato a finire, anzi è già scaduto.”

Data: 21 ottobre 2013.

 

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