Alarico e Cosenza tra mito e storia. Incontro tra giornalisti e studiosi nel Salone degli Stemmi della Provincia

ALARICO e Cosenza. Un legame sospeso tra mito e storia che, da secoli, studiosi e appassionati cercano di sondare per ottenere risposte concrete. E soprattutto per capire o scoprire se il magnifico tesoro sepolto insieme al re dei Visigoti giaccia veramente in qualche punto lungo il corso del Busento. Se ne è parlato ieri sera (nei giorni scorsi, ndr), al Palazzo della Provincia nel salone degli Stemmi, con giornalisti esperti e studiosi: Francesco Sisci, editorialista e sinologo, Carlo Marroni, vaticanista del Sole 24 ore, Vincenzo Nigro, giornalista esperto in politica estera di Repubblica. Con loro hanno dialogato il presidente della Provincia e sindaco di Cosenza Mario Occhiuto che sul mito di Alarico ha incentrato non solo il tema delle Buone feste cosentine, ma il brand che caratterizzerà la città di Cosenza dal punto di vista turistico e il dottor Roque Pugliese, inviato dalla Comunità ebraica di Napoli.

Quest’ultimo ha rimarcato il forte legame che esiste da qualche anno tra la comunità ebraica e la città di Cosenza, che anche quest’anno, il 22 dicembre, ospiterà la cerimonia della Festa delle luci in largo Bilotti alle ore 18. Un segno di apertura testimoniato anche dalle luminarie che, in via Arabia, rappresentano la Menorah, la lampada ad olio a sette bracci che nell’antichità veniva accesa all’interno del Tempio di Gerusalemme, secondo alcune testimonianze, potrebbe far parte del tesoro di Alarico. I relatori hanno a lungo discusso delle possibilità che la Menorah possa far effettivamente parte del bottino che Alarico portò con se dopo il Sacco di Roma, e delle tracce, seppure labili, che testimoniano la presenza della tomba da qualche parte nel territorio cosentino.

Tra mito e leggenda, suggestione e documenti storici, la strada che porta al tesoro di Alarico sembra ancora tutta da tracciare. Resta il fascino della leggenda e, come ha dichiarato il sindaco Occhiuto “anche solo l’ombra del tesoro potrebbe trasformarsi in una ricchezza turistica per la città di Cosenza e per l’intero territorio provinciale”.

Data: 22 dicembre 2014.

Fonte: Provincia di Cosenza.

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