Rassegna fotografica e dibattito sulla Seconda Guerra Mondiale. Iniziativa dell’Associazione Culturale Donnicese

Associazione culturale donnicese1LA GUERRA, termine che andrebbe cancellato da tutti i dizionari, evoca orrore e morte; ha l’odore del sangue, il viso rigato dalle lacrime degli innocenti, il frastuono delle bombe che distruggono tutto. La guerra ha il sorriso spento, gli occhi abbandonati alla rassegnazione, parole vuote.

Presso l’Auditorium delle Vigne – Alessandro Bozzo di Donnici (Cosenza), si è tenuto l’ultimo incontro (nella foto) prima della pausa estiva dell’Associazione Culturale Donnicese, sul tema della Seconda Guerra Mondiale raccontata attraverso immagini storiche. La rassegna fotografica è stata presentata dal presidente Armando Filice e dall’ingegnere Massimo Bozzo. Durante l’evento sono state proiettate alcune foto d’epoca in cui il secondo conflitto mondiale fa da sfondo a momenti di vita quotidiana della popolazione etiope duramente colpita; infatti, numerosissimi sono i morti, circa duecentomila. Il materiale fotografico è stato accuratamente raccolto, montato e musicato da Venanzio Rossi che “giocando con la fotografia” – come gli piace fare – ha dato vita ad un documento storico di grande rilievo. Il filmato di 53 minuti è stato proiettato anche all’Università della Calabria; proiezione voluta fortemente dal professor Fausto Cozzetto, fino a pochi mesi fa titolare dell’insegnamento di Storia Moderna, che durante il suo intervento di ieri sera ha dato vita ad un excursus storico riguardo al fascismo e l’entrata in guerra dell’ Italia nel 1940. Rossi ha avuto l’idea di realizzare questa rassegna fotografica mettendo insieme le foto di guerra che appartenevano al padre e soprattutto al suocero, grande appassionato di fotografia. I racconti del padre e del suocero, della loro permanenza a Mogadiscio e in altri posti dell’Africa hanno suscitato in Rossi grande interesse verso questo periodo storico. Nel filmato si vedono scene di vita quotidiana, di vita scolastica (rilevante è la mancanza di una lavagna che probabilmente era sostituita dalla creta o cortecce di alberi) ma anche le celebri parate fasciste caratterizzate dall’ordine e dalla disciplina propagandate dall’Istituto Luce, a fini elogiativi nonché scene di vita dei soldati al fronte e bellissime immagini che ritraggono i visti innocenti appena sfiorati dalla guerra che assopisce il loro sorriso ma che hanno occhi pieni di sogni. Altre immagini molto suggestive sono quelle dei fiori delle margherite che nascono sotto un cielo tenebroso e minaccioso ma che con la loro bellezza, anche se appena appassiti “danno l’idea della speranza, della rinascita verso un futuro di pace e serenità illuminando con i loro colori del sole i giorni bui e tetri della guerra”. Come ha affermato il professor Cozzetto, dare uno sguardo all’Etiopia degli anni 1938 / 1939 (epoca al quale fa riferimento il materiale fotografico) è come guardare il germe della Seconda Guerra Mondiale poiché è proprio nella Conquista dell’Etiopia l’antefatto del secondo conflitto mondiale, come si afferma anche in un libro di recentissima pubblicazione.

La proiezione è spunto anche di riflessioni non solo sul passato ma anche sull’oggi. Infatti, molte popolazioni stremate dalla fame, dalla miseria e dalla guerra scappano dai loro paesi d’origine cercando un porto sicuro in Italia e in Europa: è il dramma dell’immigrazione che porta con sé morte e distruzione. Molti migranti preferiscono affrontare la paura della morte, del tramonto della loro vita per vedere l’alba di un futuro migliore, quell’alba che nasce con il sorgere del sole su un mare che è tomba per moltissimi. È negli occhi di queste persone che si legge il dramma della guerra ma è negli stessi occhi che brilla la luce della speranza.

A conclusione dell’evento il dottor Filice, presidente dell’Associazione Culturale Donnicese, ringraziando il pubblico e i membri dell’Associazione, nonché Venazio Rossi, al quale ha detto:”ogni sera aggiungiamo un fiore al nostro bellissimo mazzo e tu stasera hai aggiunto un altro fiore”. Filice ha auspicato che l’Associazione possa crescere sempre di più, affermando che la stessa “è come un fiume che scorre dai monti al mare, che accoglie altri piccoli corsi d’acqua che lo arricchiscono con i loro contenuti nella diversità, poiché proprio nella diversità si trova la ricchezza che noi possediamo”. Non ci resta che augurare all’Associazione Culturale Donnicese buone vacanze ma soprattutto un futuro sempre più soddisfacente e ad maiora semper.

Maria Parise

Data: 25 giugno 2016.

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