A tu per tu con Magdalena Grochowska. Da “Un passo dal cielo” a “La strada di casa”, i mille volti della talentuosa attrice *

*di Omar FALVO

“R.I.S 5 Delitti Imperfetti”, “Che Dio ci aiuti”, la fiction “Un passo dal cielo”, “Cento Vetrine”, “Non dirlo al mio capo”, e ancora la fortunata soap opera “Un posto al sole”, sono solo alcuni dei format televisivi che hanno registrato la presenza della  talentuosa attrice polacca Magdalena Grochowska.  Un’attrice poliedrica e raffinata, la sua tecnica recitativa eccellente  è fortemente apprezzata dal pubblico italiano e non solo.  In queste settimane è sulla rete ammiraglia della Rai, con la fiction “La strada di casa”, nei panni della psicologa Madrigali ( nella foto di copertina di Bepi Caroli con Alessio Boni). Con punte di sei milioni di telespettatori la serie, con Alessio Boni e Sergio Rubini e  con la regia di Riccardo Donna,  sta conquistando le prime serate. Conosciamola meglio con questa piacevole intervista.

Grazie Magdalena, oltre alla televisione hai altre passioni?

Diciamo che ultimamente mi sono un poco dedicata ad un’altra forma di arte: quella di fare i mobili e rifare i posti abbandonati, che arredo con le mie creazioni, e ovviamente mi dedico alla cucina come sempre ( sorride ndr).

 

    ( Una scena dalla serie “La strada di casa”, foto di Bepi Caroli)

 

Come riesci a conciliare le due cose?

Tutto si può fare, basta volerlo ( sorride ndr). Quando una cosa ti trasmette una buona energia trovi sempre il tempo di fare tutto insieme.

Vuoi parlarmi della soap opera “Un posto al sole”? Quali emozioni si provano nell’essere in questo format di successo?

Nella soap “Un posto al sole” è come tornare ogni volta a casa. È veramente un mondo a parte, un gruppo di persone che fanno veramente famiglia. Sai ti racconto una cosa,  c’è un detto tra gli attori che hanno fatto “Un posto al sole” nel corso degli anni, invece che mal d’Africa, è mal di “Un posto al sole”. L’emozione è tanta, specialmente quando ti fermano e ti chiamano con il nome del personaggio. È  come se tu fossi la loro amica da sempre,  una persona di famiglia, di casa. Questo è veramente carino (sorride).

Come ti prepari per i diversi personaggi che interpreti?

La maggior parte delle volte ripesco quello che mi è capitato nella vita, piena di esperienze diverse. Se hai la fortuna di lavorare con registi che hanno la sensibilità di guidarti è fatta, altrimenti ti fidi del tuo istinto. Fare l’attore è l’istinto di riuscire a mettersi nei panni di varie situazioni nella vita.

Vuoi lanciare un messaggio per i tanti giovani che vorrebbero intraprendere questa strada?

Solo se si ha una grande passione bisogna intraprendere questo percorso. Non basta essere belli, sai tu, con la tua anima, se fare questo lavoro è quello che desideri, oppure se è il riflesso di  quelli che tutto vogliono. Bisogna farlo veramente come una vocazione e non come strumento per diventare qualcosa che non si è.

Nella tua straordinaria carriera hai anche partecipato al fortunato format “Un passo dal cielo”. Cosa ricordi di quella straordinaria esperienza?

Già la location di “Un passo dal cielo” è una soddisfazione infinita. È un posto meraviglioso ( sorride ndr). La fortuna è stata quella di trovare una troupe di persone veramente belle. L’atmosfera era rilassante e la creatività era a “Un passo…”. Terence è così come lo vedete: un pezzo di cuore.

intervista di Omar Falvo

 

 

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