“Da Pizzo a Praia costeggiando il Tirreno per quasi centosessanta chilometri. La Calabria si tinge di rosa” * #giro101

di Gaspare STUMPO *

DAL LUNGOMARE  Cristoforo Colombo al Lungomare Francesco Sirimarco passando per tre provincie (Vibo, Catanzaro e Cosenza) lungo la vecchia Statale 18 che costeggia il Tirreno attraversando frazioni e paesi di una Calabria lunga, assolata e sempre accogliente per ambiente, gente e tradizioni. Poco meno di centosessanta chilometri di asfalto pianeggiante, tecnicamente facili per un corridore professionista, una sorta di quasi relax dopo le asperità dell’Etna (che hanno segnato la caduta, per fortuna senza gravi conseguenze, di Giovanni Visconti), un invito a nozze per i velocisti, per quelli, cioè, che avendo le giuste caratteristiche fisiche sanno lanciarsi in volata sprigionando potenza e velocità in grado di ottenere vittorie al fotofinish il più delle volte spettacolari. Così, come da previsioni, anche la settima tappa del Giro d’Italia 2018 ha riservato un finale degno del migliore Cipollini. Si, perché il “Re Leone” come è soprannominato l’ex ciclista lucchese, assieme a Erik Zabel, Alessandro Petacchi e Mark Cavendish (solo per citarne alcuni tra i campioni più recenti) è stato tra i migliori sprinter delle più importante gare (classiche o a tappe) del ciclismo mondiale: Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Baston-Liegi, Tour de France, Giro d’Italia, Vuelta di Spagna ed altre ancora. La “Corsa rosa” – edizione 2018 promossa da Rcs Sport ha ritrovato una Calabria appassionata, per niente distratta, anzi, desiderosa di esibire il fascino del proprio territorio: la bellezza di spiagge, giardini e vecchi borghi arroccati: dalla Costa degli Dei alla Riviera dei Cedri. Un insieme di luoghi variegati e multiformi, ricchi di storia e natura, eternamente sospesi tra terra, cielo e mare. In questo modo, in una tiepida mattina di maggio, Pizzo si è svegliata con il via vai di uomini e mezzi impegnati nell’allestimento di quello che in poche ore sarebbe diventato un evento di portata internazionale pronto ad essere raccontato da radio, giornali e televisioni: il punto di partenza di una delle ventuno frazioni della più importante gara ciclistica nazionale. Ecco, dunque, i punti di accesso verso l’Open Village con la esposizione e la vendita di prodotti legati alle sponsorizzazioni, l’esclusiva Area Hospitality, la zona riservata alla stampa, i corridoi per il transito dei ciclisti, l’area destinata al pubblico ed ai programmi di animazione. E, ancora, i supporti per la messa in onda delle dirette radio-televisive, il palco per la presentazione di ospiti e protagonisti, il piedistallo con il “Trofeo senza fine” circondato da un numeroso stuolo di miss. Un contesto perfetto grazie al personale dell’organizzazione che ha curato varchi e transenne; capillare, efficace e discreto come il servizio di controllo effettuato dalle forze dell’ordine. Così, dopo qualche ora di intrattenimento tipico degli appuntamenti più attesi, tra musica e show della Carovana Rosa, selfie con i big, i protagonisti si sono ritrovati davanti al pubblico delle grandi occasioni per le operazioni di firma. E per esporsi al flash dei fotografi. Nessuno è sfuggito agli scatti dei telefonini: dalle maglie più attese della giornata come Simone Yates (rosa), Richard Carapaz (bianca), Elia Viviani (ciclamino), Davide Ballerini (tv), Marco Frapporti (fg) a quelle dei campioni nazionali come Fabio Aru (Italia), Sergio Luis Henao (Colombia), Jaques Janse Van Rensburg (Sud Africa), Ryan Mullen (Irlanda), Mads Pedersen (Danimarca), Zdenek Stybar (Repubblica Ceca), dai più attesi come Tom Dumoulin, Domenico Pozzovivo, Carlos Betancur, Esteban Chaves, Eros Capecchi, Diego Ulissi, Dayer Quintana, David De La Cruz, Steve Morabito e Fausto Masnada ai giovani Davide Formolo, Alessandro Tonelli, Kristian Sbaragli, Jan Polanc e Valerio Conti. Volti e colori per una bella mattinata di festa, complice il bel tempo, che è proseguita lungo la statale tirrenica fino a Praia. Non è mancato, tra i più appassionati, il ricordo di Michele Scarponi, lo sfortunato corridore di Jesi, morto nell’aprile dell’anno scorso, vittima di un incidente stradale mentre si preparava per il Giro d’Italia. Sullo sfondo due città circondate dal blu del mare e dal verde della montagna, con i simboli legati al Castello Aragonese e all’Isola di Dino, in un insieme di colori a prevalenza rosa che hanno caratterizzato e coinvolto migliaia di appassionati.

Data: 25 maggio 2018.

Fonte: ‘Parola di Vita (edizione del 17.05.2018).

*direttore responsabile di www.savutoweb.it

gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it )

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