Marzi. Chiesa di S. Barbara, demolita la “pedana di cemento”. Ora serve trovare la giusta soluzione per anziani e diversamente abili

LA LUNGA quanto chiacchierata vicenda della “Chiesa cementificata” trova la parola fine. Siamo a Marzi, in provincia di Cosenza, nella Valle del Savuto. Un borgo che conta poco più di mille anime e che conserva, nel suo centro storico, tanto fascino quanto piccoli scrigni d’arte. Oggetto di notizia è stata per molto tempo la Chiesa di Santa Barbara dove, per volere del sindaco Rodolfo Aiello, e del parroco, si era provveduto a realizzare una rampa in cemento “utile” ad anziani e diversamente abili. Un’opera tirata su per consentire un più agevole accesso al sacrato così da raggiugere l’interno ed assistere alla Santa Messa. Iniziativa lodevole, almeno nel merito. Ma qualcosa non è andata per il verso giusto. La soluzione infatti “non è piaciuta”. Così la denuncia di un libero cittadino: “la pedana si deve rimuovere”. La notizia è rimbalzata sulla cronaca locale. L’intervento “non aveva tenuto conto del contesto artistico-storico” e la “pedana era sprovvista delle dovute autorizzazioni e relativa progettazione”. Da qui il caso: intervento delle Belle Arti, raccolta firme, denuncia agli uffici preposti. Arriviamo ad oggi con il via libera alla demolizione. “Ora ci sono da chiarire alcuni aspetti. Abbiamo richiesto al Sindaco la convocazione di un Consiglio comunale sulla vicenda”. Questo quanto nella nota delle consigliere di minoranza Garofalo Tiziana e Erina Eulalia Tucci. “Serve chiarire la vicenda anche alla presenza delle parti intervenute. La Chiesa di Santa Barbara è patrimonio della collettività ed ora d’interesse sociale. L’abusiva cementificazione denunciata da un nostro compaesano non deve risultare d’ostacolo ai devoti anzi deve far riflettere che le regole, il buon senso, la condivisione di alcune tematiche devono essere partecipate, progettata nell’interesse di tutti. Urge trovare una soluzione che non impatti con il centro storico, che non deturpi il bene artistico, patrimonio della nostra Comunità”. In ultimo – ancora il movimento politico locale: “da questa vicenda ci si augura che, da oggi in avanti, per il bene di tutti e non per sola improvvisazione di alcuni, il patrimonio urbano, centro storico e relative chiese siano attenzionate per la giusta conservazione, concessa così fruibilità per fedeli e cittadini”.

Massimiliano Crimi

Data: 08 febbraio 2019.

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